9 marzo 2010

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Carfagna in visita al carcere femminile di Pozzuoli

”In questo giorno di festa delle donne, ho scelto di stare vicino alle donne che hanno sbagliato. Alcune di queste ora si stanno impegnando, scontando la loro pena in una attività in attesa di riacquistare la propria libertà”. Con queste parole il Ministro delle pari opportunità Mara Carfagna, candidata capolista del Popolo della Libertà a Napoli alle prossime elezioni regionali, ha commentato la visita al carcere femminile di via Pergolesi a Pozzuoli, che ospita 180 detenute.

Accolta dal picchetto d’onore della guardia penitenziaria, il Ministro è stato accompagnato dalla direttrice della casa di pena flegrea, Stella Scialpi. Ha visitato un padiglione dove sono ospitate le recluse e l’officina dove da qualche settimana viene tostato e confezionato il caffè “Lazzarelle” da parte delle ospiti del penitenziari; si è poi intrattenuta con una delle dieci ospiti della casa impegnate nell’attività, che ha illustrato l’iniziativa nei dettagli e negli sviluppi futuri, con la costituzione di una cooperativa in piena regola.

8 marzo 2010

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Con me al governo le donne sono più forti

Alcuni ricordi legati all’infanzia, i legami con la famiglia, e poi ancora gli impegni, le responsabilità e le difficoltà di essere un ministro della Repubblica italiana sono i temi dell’intervista rilasciata a “Il Giornale” dal ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna.

Proprio nel giorno dedicato alla donna e al suo ruolo nella società, il ministro parla del suo lavoro e del mondo intorno al quale esso ruota: le donne, i bambini, gli anziani, i disabili e le famiglie, dedicando un pensiero speciale proprio alle donne.

“Il 2010 sarà l’anno dedicato alle donne che lavorano e hanno figli, quindi asili nido nei condomini e nei posti di lavoro, e un albo delle baby sitter. Abbiamo stanziato 40 milioni di euro per i servizi alle mamme e all’infanzia”.

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8 marzo 2010

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Lavoriamo per una società a misura di donna

La politica e le istituzioni ‘‘devono lavorare alla costruzione di una società migliore e un po’ più a misura di donna. Ciò significa proporre maggiore servizi, sostenere il doppio ruolo che divide le donne tra occupazione e famiglia, garantire parità di trattamento fra i sessi nel mercato del lavoro, potenziare il part-time“. E’ il messaggio del Ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, che questa mattina al Quirinale ha aperto la cerimonia per la Giornata internazionale della donna, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

“Dobbiamo essere sinceri – ha proseguito il Ministro, “e ammettere che sulla parità tra i sessi l’Italia sconta un ritardo storico e culturale rispetto a molti altri Paesi europei. Il governo fa la sua parte, la sta facendo, ma il problema deve essere risolto alla radice attraverso una rivoluzione, oltre che culturale, dei costumi, dei comportamenti, attraverso il superamento di una mentalità arroccata su posizioni arretrate e anacronistiche”.

Il Ministro ha affermato anche la necessità di “un nuovo patto intergenerazionale fondato su basi diverse, per il benessere e la coesione della società”. “La solidarietà fra diverse generazioni è quella che oggi – osserva ancora Carfagna – consente pur tra mille difficoltà quotidiane a molte italiane di essere madri affettuose e professioniste capaci. Ma che ora non è più sufficiente”. Un richiamo è stato fatto anche a “quei vertici delle aziende che considerano talvolta un peso, invece che una risorsa, una donna che aspetta un figlio”.

Nel descrivere le italiane del futuro, poi, il Ministro ha dedicato un’ampia parte del suo intervento al tema dell’integrazione. “Se penso alle donne di domani non posso non immaginare giovani italiane con la pelle scura, gli occhi a mandorla, i tratti diversi dai nostri. Immigrate e le loro figlie, insomma, che dovranno essere completamente integrate nel Paese”.

Quanto al processo di integrazione, che ”è quanto mai urgente avviare”, Carfagna sostiene che dovrebbe partire dalle scuole, dove già oggi bambini e bambine, italiani e stranieri, imparano l’un l’altro, in un esercizio continuo, a volte inconsapevole, di considerazione e rispetto reciproco: “sono loro gli uomini e le donne del futuro”. Infine, il Ministro ha voluto ricordare le tragiche storie di Hina, Sanaa e Almas, le giovani donne immigrate che sono state uccise perché “volevano vivere da occidentali”.

8 marzo 2010

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Quest’anno “festeggio” le detenute

“L’8 marzo con le donne che hanno sbagliato e che stanno pagando la pena”: e’ con questo spirito che il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, il giorno della Festa della donna visiterà il carcere femminile di Pozzuoli. Un modo – dice il Ministro stesso – per far sentire “le istituzioni vicino a chi soffre”.

Il Ministro si recherà nell’istituto di pena nel pomeriggio, dopo aver partecipato, in mattinata, alla cerimonia in Quirinale in occasione della giornata. “L’anno scorso – sottolinea il Ministro – abbiamo scelto le donne-soldato, che portano la bandiera dell’Italia e la pace nel mondo, come ‘festeggiate speciali’ dell’8 marzo. Quest’anno ho voluto scegliere donne che hanno sbagliato e che stanno pagando la loro, durissima, pena. Perchè il carcere non è un luogo dove le persone si devono sentire dimenticate, ma un luogo dove espiare le proprie colpe e tornare migliori nella nostra società”.

Per il ministro, “la carcerazione di una donna, poi, è particolarmente grave: spesso queste ragazze e signore hanno dei figli a cui badare, delle famiglie che, senza di loro, si incartano su se stesse. Il messaggio che vogliamo trasmettere è che non ci si è dimenticati di loro. Inoltre desidero portare il mio saluto alle dipendenti della struttura, l’unica nel sud Italia ad ospitare esclusivamente persone di sesso femminile, che sono in netta maggioranza donne”.

Il carcere di Pozzuoli ha sede in un antico convento. Al momento ospita 176 detenute (la capienza tollerabile massima è di 153), il 20% sono extracomunitarie e l’8% tossicodipendenti. Delle 113 guardie penitenziarie, 73 sono donne. Nella sua visita al carcere, il ministro Carfagna incontrerà le detenute e degusterà il caffè che lì si produce, una miscela ottenuta da produzioni coltivate ad esempio in Brasile ed Uganda. Si chiama ‘Caffè Lazzarelle’. Ad occuparsi della tostatura dei chicchi sono le stesse detenute nell’ambito di un progetto di recupero sociale, attivo da poco, finanziato dalla Regione Campania ed organizzato dalle associazioni ‘Il Pioppo’, ‘Giancarlo Siani’ e dalla cooperativa ‘Officinae Ecs’.

Foto di John Steven Fernandez

3 marzo 2010

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Carfagna all’Onu: “Al bando le mutilazioni genitali femminili”

Il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha rilanciato da New York la lotta alla violenza contro le donne, e in particolare contro le mutilazioni genitali femminili: “Un crimine tra i più odiosi e traumatizzanti“, ha sottolineato, “una violenza che ci stiamo impegnando a mettere al bando“.

In una conferenza stampa presso la Rappresentanza italiana alle Nazioni Unite, dove ha partecipato alla 54esima Sessione della Commissione sullo Status della Donna, il Ministro ha ribadito l’impegno dell’Italia contro la violenza sulle donne, ricordando anche il ruolo di primo piano assunto nell’organizzazione della conferenza internazionale del settembre scorso a Roma, a cui hanno partecipato i ministri di 22 paesi.

Carfagna ha discusso anche della condizione femminile in Italia. “Il nostro Paese – ha detto – sconta un ritardo storico”. L’emancipazione delle donne “si è svolta attraverso un percorso più lento rispetto ad altri Paesi”. Le donne, ha aggiunto, devono confrontarsi contro “un pregiudizio storico nei loro confronti”. Per questo, “devono impegnarsi e dimostrare sempre qualcosa in più” per ottenere credibilità.

Infine, il Ministro ha ricordato che il governo italiano si sta impegnando attivamente per tutelare l’ingresso delle donne nel mondo del lavoro: “Spesso è difficile bilanciare la famiglia con la carriera”, anche perché “mancano le infrastrutture”. Per questo sono stati investiti 40 milioni di euro: l’obiettivo è dare alle donne la possibilità “del doppio si”. “Sì al lavoro e sì alla famiglia”, ha concluso Carfagna.

Nella foto: Mara Carfagna e Asha-Rose Migiro, vice segretario generale dell’Onu – foto di Riccardo Chioni

3 marzo 2010

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Il paese è pronto per una donna premier

La legge 40 ha messo ordine in quello che era un vero e proprio Far West legislativo. Ovviamente una legge non è immutabile, né eterna, si può sempre riaprire il confronto in Parlamento”. Sono le prime parole del ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna su un argomento delicato come quello della fecondazione assistita.

Affrontando i temi più svariati infatti, dalla chirurgia estetica alla prostituzione, dalle imminenti elezioni regionali in Campania all’omofobia, ma anche alla possibilità di avere una donna premier, il ministro Carfagna risponde alle domande che Klaus Davi le rivolge in questa intervista raccolta nelle stanze di Largo Chigi per il settimanale Diva e Donna.

Leggi l’intera intervista

3 marzo 2010

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Valorizzare le donne per sostenere lo sviluppo

Accanto alla lotta a sostegno dei diritti umani e contro la violenza, il processo di riforma delle Nazioni Unite deve “valorizzare il ruolo che le donne svolgono in ogni Paese per uno sviluppo sostenibile”. Lo ha detto il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, intervenuta alla 54esima Sessione della Commissione sullo Status della Donna all’Onu.

Secondo il Ministro, “l’evidenza è chiara: è semplicemente cattiva economia se non tutte le risorse umane – uomini e donne – sono in grado di partecipare all’attività economica e al sistema-Paese di ogni Nazione”. Ecco perché è necessario favorire l’accesso delle donne nel mondo del lavoro e la loro partecipazione attiva nei processi decisionali, proseguendo nel percorso intrapreso 15 anni fa con l’adozione della Dichiarazione di Pechino, “includendo le donne nei processi formativi, valorizzando le loro competenze e promuovendo le eccellenze”.

“Il 60% delle persone povere nel mondo sono donne – ha spiegato Carfagna – e una delle principali cause della povertà femminile nel mondo è la disoccupazione. L’accrescimento dei poteri e dell’autonomia delle donne e il miglioramento delle loro condizioni sociali, economiche e politiche sono essenziali per l’esistenza di Governi e di Amministrazioni trasparenti e responsabili”. Tra gli ostacoli da rimuovere per favorire questo processo, è necessario dotarsi di “infrastrutture sociali per conciliare lavoro e vita familiare. In questo contesto – ha detto il Ministro- il Governo Italiano ha elaborato lo scorso dicembre un Piano per l’inclusione lavorativa delle donne, promosso in collaborazione tra il Ministero per le Pari Opportunità e il Ministero del Lavoro, contenente misure per incrementare l’impiego femminile”.

“Queste iniziative – ha detto ancora il Ministro – si inseriscono nel solco di una consolidata linea di azione che risale proprio agli anni della Piattaforma di Pechino, volta a rendere più efficace l’applicazione del mainstreaming di genere in tutti gli ambiti, dalla Pubblica Amministrazione alle attività di cooperazione allo sviluppo”. Secondo Carfagna, la dichiarazione ha rappresentato ”una svolta epocale nel riconoscimento del ruolo delle donne nello sviluppo politico, sociale e culturale all’interno di ogni società e dell’intero pianeta”.

Il Ministro ha poi spostato l’attenzione sul tema della tutela delle donne nei confronti delle molestie e della violenza sessuale: “Una violazione dei diritti umani, che è anche un ostacolo alla piena realizzazione economica e professionale delle donne, poichè una donna che subisce violenza o abusi sessuali, troverà maggiori difficoltà, soprattutto psicologiche, nell’inserimento nel mondo del lavoro, nel fare carriera e in generale nel valorizzare il proprio talento”.

Per questo motivo, ha proseguito, “l’Italia ha voluto realizzare durante la Presidenza del G8 una specifica Conferenza su tutte le forme di violenza contro le donne”. Carfagna ha poi sottolineato l’impegno italiano nella lotta alle mutilazioni genitali femminili, ricordando questo proposito l’evento dedicato al tema, a margine della sessione della CSW, organizzato da Italia, Egitto e Senegal.

Foto: americaoggi.info

2 marzo 2010

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Mara Carfagna all’Onu: trasformiamo la crisi in opportunità

“Le donne, in tutto il mondo, rischiano di essere particolarmente penalizzate dalla crisi economica che ha investito tutti i Continenti. Bisogna intervenire presto, tutti insieme, ciascuno a suo modo, affinché la crisi  possa invece diventare un’occasione di sviluppo”. Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, a New York, presso la sede Onu, all’apertura  della 54esima Sessione della Commissione sullo Status della Donna.

Nel corso della Tavola Rotonda sull’applicazione della Dichiarazione di Pechino, a quindici anni dalla sua firma, il Ministro ha illustrato le iniziative del Governo italiano a sostegno delle politiche dell’occupazione femminile. “Abbiamo investito sulle politiche di sostegno alle donne lavoratrici e sui servizi all’infanzia”, ha detto. Ed ha citato sia il “Piano Conciliazione” messo a punto dal Ministero per le Pari Opportunità, sia il “ Piano Italia 2020”, promosso con il Ministero del Lavoro.

Il Ministro ha poi  affermato la volontà di voler “insistere nel promuovere tutte quelle politiche che prevedano servizi alla persona, strutture per bambini ed anziani, modelli di organizzazione del lavoro più flessibili”.

Mara Carfagna ha quindi incontrato, sempre presso il Palazzo di Vetro, l’omologa canadese, Helena Guerguis, responsabile per la Condizione Femminile del Canada, per passare ufficialmente le consegne della Conferenza Internazionale contro la violenza sulle donne organizzata per la prima volta in Italia, sotto l’egida del G8, lo scorso settembre. Il Ministro ha poi incontrato la delegazione di Parlamentari italiane formata dalla Senatrice Laura Bianconi, dalla Senatrice Anna Maria Serafini e dall’Onorevole Emilia Grazia De Biasi. Domattina, alle ore undici, è previsto l’intervento all’assemblea generale.

La legge anti-stupro ad un anno di distanza dalla sua approvazione

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La legge anti-stupro è stato uno dei principali argomenti del colloquio tra il direttore Maurizio Belpietro e il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna nell’intervista a Mattino cinque. Questa norma, ad un anno di distanza dalla sua approvazione ha fatto segnare un piccolo record, per quanto riguarda il numero delle denunce arrivate a circa 5200 e degli arresti (oltre mille).

Una legge che riguarda tanto le donne quanto gli uomini, anche se sono le prime ad essere “più esposte a persecuzioni e comportamenti di questo tipo” – ha spiegato il ministro Carfagna.

A seguire si è poi discusso del disegno di legge volto a contrastare il fenomeno della prostituzione e della tratta delle ragazze, minorenni e non. La legge, ancora in discussione al Senato, mira a reprimere il fenomeno nei luoghi pubblici e a “sfiduciare coloro che hanno come obiettivo portare nel nostro paese giovani donne per farle prostituire”.

Infine si è parlato di omofobia e di violenza (non solo fisica), in particolare con riferimento al recente caso del gruppo-choc di Facebook, contro i bambini affetti dalla sindrome di Down, prontamente oscurato dalla Polizia postale.

26 febbraio 2010

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Carfagna: I comuni si adeguino alla legge a favore dei ciechi

“I cani guida per i non vedenti devono avere accesso a tutti gli esercizi commerciali perché così prevede una legge del 1974.

Purtroppo non tutti i Comuni, nonostante siano trascorsi oltre 30 anni, hanno adeguato i loro regolamenti e, per questa ragione, si verificano episodi spiacevoli come quello di Treviso”. Così il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, commenta il caso della ragazza non vedente a cui è stato negato l’accesso ad un bar con il proprio cane guida.

“Ho inviato un anno fa una lettera all’Anci che, a sua volta, ha invitato tutti i Comuni ad adeguare rapidamente i loro regolamenti, mi auguro che questo intollerabile episodio serva a velocizzare le loro decisioni”, ha aggiunto il ministro.

“In molte occasioni basterebbero il buonsenso e la sensibilità degli esercenti e dei cittadini in genere. Quando, come in questo caso, queste due qualità dovessero venire meno, ci si ricordi che, dal 2006, impedire l’accesso ad un non vedente con il proprio cane in un locale può comportare una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 2500 euro”, conclude Carfagna.

Foto di Lecercle