Quest’anno “festeggio” le detenute

“L’8 marzo con le donne che hanno sbagliato e che stanno pagando la pena”: e’ con questo spirito che il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, il giorno della Festa della donna visiterà il carcere femminile di Pozzuoli. Un modo – dice il Ministro stesso – per far sentire “le istituzioni vicino a chi soffre”.

Il Ministro si recherà nell’istituto di pena nel pomeriggio, dopo aver partecipato, in mattinata, alla cerimonia in Quirinale in occasione della giornata. “L’anno scorso – sottolinea il Ministro – abbiamo scelto le donne-soldato, che portano la bandiera dell’Italia e la pace nel mondo, come ‘festeggiate speciali’ dell’8 marzo. Quest’anno ho voluto scegliere donne che hanno sbagliato e che stanno pagando la loro, durissima, pena. Perchè il carcere non è un luogo dove le persone si devono sentire dimenticate, ma un luogo dove espiare le proprie colpe e tornare migliori nella nostra società”.

Per il ministro, “la carcerazione di una donna, poi, è particolarmente grave: spesso queste ragazze e signore hanno dei figli a cui badare, delle famiglie che, senza di loro, si incartano su se stesse. Il messaggio che vogliamo trasmettere è che non ci si è dimenticati di loro. Inoltre desidero portare il mio saluto alle dipendenti della struttura, l’unica nel sud Italia ad ospitare esclusivamente persone di sesso femminile, che sono in netta maggioranza donne”.

Il carcere di Pozzuoli ha sede in un antico convento. Al momento ospita 176 detenute (la capienza tollerabile massima è di 153), il 20% sono extracomunitarie e l’8% tossicodipendenti. Delle 113 guardie penitenziarie, 73 sono donne. Nella sua visita al carcere, il ministro Carfagna incontrerà le detenute e degusterà il caffè che lì si produce, una miscela ottenuta da produzioni coltivate ad esempio in Brasile ed Uganda. Si chiama ‘Caffè Lazzarelle’. Ad occuparsi della tostatura dei chicchi sono le stesse detenute nell’ambito di un progetto di recupero sociale, attivo da poco, finanziato dalla Regione Campania ed organizzato dalle associazioni ‘Il Pioppo’, ‘Giancarlo Siani’ e dalla cooperativa ‘Officinae Ecs’.

Foto di John Steven Fernandez