Archivio di aprile 2010

Il ministro Carfagna ospite a “Bontà sua” di Maurizio Costanzo – Raiuno

venerdì, 30 aprile 2010
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Via libera alle misure per le donne lavoratrici

giovedì, 29 aprile 2010

“Il sostegno alle madri che lavorano e all’occupazione femminile sono una priorità del governo e lo dimostra il via libera di oggi alle misure contenute nel Piano di Conciliazione”.

Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, commenta il via libera della Conferenza Unificata, formalizzato questo pomeriggio, al pacchetto di misure predisposto dal Ministero. Il Piano di interventi per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro investe 40 milioni di euro del Fondo pari Opportunità nelle baby sitter di condominio, dette tagesmutter, nell’implementazione dei servizi per la prima infanzia, nel telelavoro, nel reinserimento delle donne dopo il congedo per maternità. “Nonostante la crisi economica e le ristrettezze dei bilanci, abbiamo deciso di investire tutte le risorse disponibili nell’implementazione dei servizi a favore delle donne e, quindi, delle famiglie. Anche potenziando i servizi a disposizione delle madri, infatti, possiamo tentare di incrementare l’occupazione femminile e avvicinare gli obiettivi fissati dal Trattato di Lisbona”, prosegue il ministro.

La tagesmutter è una figura professionale molto diffusa nei Paesi del Centro e del Nord Europa e già utilizzata in alcune Regioni, che accudisce un massimo di cinque bambini di età compresa tra gli zero e i tre anni nel proprio domicilio. Del Piano fanno parte anche misure per favorire il rientro in ufficio di lavoratrici che abbiano usufruito di congedo parentale tramite percorsi formativi e di aggiornamento; incentivi per il telelavoro mediante acquisto di attrezzature hardware, pacchetti software e attivazione di collegamenti ADSL; erogazione di  voucher per l’acquisto di servizi di cura offerti da strutture specializzate (nidi, centri estivi, ludoteche) o in forma di “buoni lavoro” da prestatori di servizio per le famiglie in difficoltà; diffusione di contratti a tempo parziale modellabili sulle esigenze delle famiglie; sostegno ad interventi sperimentali proposti dalle Regioni e dalle Province autonome, tra i quali gli albi comunali per babysitter e badanti.

Mara Carfagna interviene al Senato: “Ecco le misure per le donne”

giovedì, 29 aprile 2010

“L’accesso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro, la loro progressione in carriera e la tutela della maternità rientrano senza dubbio tra i principali obiettivi dell’azione del nostro Governo”. Lo ha sottolineato il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, intervenendo oggi al question time al Senato sulle problematiche del lavoro femminile, con riferimento alla tutela della maternità e sulla presenza delle donne nelle istituzioni.

Proprio per questo “il Governo sta compiendo molti sforzi sul versante del potenziamento degli ammortizzatori sociali, per promuovere la conciliazione tra vita professionale e familiare, e per ridurre il divario tra uomini e donne occupati, specie nelle aree del Mezzogiorno”, con un impegno “forte e costante”.

“Stiamo lavorando, insieme al Ministro dello Sviluppo economico, per reperire, nel quadro del più ampio Piano per il Sud, nuove risorse, ricorrendo a fondi europei, per favorire l’accesso al credito delle imprese femminili operanti nel Mezzogiorno, attraverso l’utilizzo della garanzia del Fondo per le piccole e medie imprese di cui alla legge 662 del 1996 e un contributo non più in conto capitale ma in conto interessi”.

La legge 215 del 1992 – ha spiegato Mara Carfagna – è ora in una fase di stallo, non essendo stata rifinanziata da parte di molti governi. Il limite dell’attuazione di quella legge è stato, tuttavia, quello di concedere finanziamenti a pioggia senza una seria regia e un monitoraggio costante degli effetti in termini di incremento dell’occupazione femminile”.

Guarda l’intervento al Senato di Mara Carfagna

Se la politica non è ascolto, allora non è

giovedì, 29 aprile 2010

Volti, tanto calore, strette di mano. Storie, soprattutto, le più disparate. Perché se la politica non è ascolto, guardarsi negli occhi, conoscere i problemi, allora non è. Della campagna elettorale appena conclusa, quella delle Regionali che mi ha visto impegnata in Campania, nella mia terra, ricorderò soprattutto i volti. La riscoperta di persone che nell’ombra lavorano per il bene degli altri, dentro e soprattutto fuori le istituzioni nei luoghi dove c’è più bisogno, dove vivono “gli ultimi”. E ce ne di tutti i tipi, sacri e profani. Dalla palestra di un judoka come Pino Maddaloni a Scampia, alle opere caritatevoli dei Guanelliani e delle loro “case di carità”, alle tantissime attività della Compagnia di Opera come il Banco Alimentare di Mercato San Severino e di decine di onlus. Quando mi hanno chiesto di candidarmi per il Consiglio regionale, non ci ho pensato nemmeno un minuto, ho detto subito si, presentarsi davanti agli elettori, prima e dopo le elezioni, è innanzitutto un modo per mettere in discussione se stessi e il proprio lavoro. Da Ministro, avendo l’onore e la fortuna di guidare un Dicastero così “trasversale” e vicino ai problemi reali delle persone, ho cercato di non trascurare nessuno, nemmeno una categoria.

Ci siamo occupati delle donne e della loro sicurezza, dei problemi – troppi, ancora – che le mamme lavoratrici incontrano dentro gli uffici, nelle fabbriche. E dei bambini, i più indifesi, ancora troppe volte trascurati, futuri uomini che sarebbero condannati ad un destino già scritto se sulla loro strada non incontrassero volontari, uomini di Chiesa, associazioni, gente insomma, di buona volontà. Tutti loro – non proprio tutti, certo, ma una nutrita rappresentanza – li ho visti in faccia negli ospedali di Napoli e della sua periferia, ai mercatini dei rioni, davanti ai bar dove si riunivano per prendere, come da tradizione, il caffè. Nei piccoli Comuni, pure, dove magari trovano una piccola folla sulle strade ad attendermi. Non perché fossi io, Mara Carfagna, sia chiaro, ma perché in quell’auto che mi portava da loro intravedevano un piccolo segno di attenzione da parte dello Stato che, per troppi anni, ha trascurato di compiere il proprio dovere, lasciando campo libero all’anti – Stato, la criminalità organizzata. E a tutta la “spazzatura” che sappiamo.

Quello stesso schifo nel quale sono finite, magari pensando di non avere altre possibilità, le 180 donne che ho conosciuto nel Carcere femminile di Pozzuoli. Sono uscita dal vortice della delinquenza, stanno espiando le proprie colpe dietro a quelle sbarre e, nel frattempo, producono un caffè che ho avuto il piacere di assaggiare. Mi auguro di ritrovarle presto, fuori di lì, e che abbiano la possibilità di ricominciare a vivere onestamente, senza che, come purtroppo ancora capita, penda su di loro, il “marchio dell’infamia” di essere state detenute. Perché noi tutti, compreso chi ha la responsabilità di gestire un’attività e quindi può offrire lavoro, non dobbiamo mai dimenticare l’importanza e la forza del perdono. Forse è anche un merito loro, delle persone che ho conosciuto in questi mesi, se le urne, il 29 marzo mi hanno regalato un risultato importante: 55.881 referenze personali. Un record di questa tornata elettorale che, per me, significa ovviamente una grande soddisfazione, la conferma che questi due anni di governo non sono stati sprecati, ma anche una enorme responsabilità. Quella di impiegare tutte le energie che posso per far sì che lo Stato, le istituzioni, gli enti locali, sostengano il più possibile gli ultimi e i loro – tanti – benefattori.

Tratto da Tempi

Mara Carfagna interviene al Senato: “Ecco le misure per le donne”

giovedì, 29 aprile 2010

“L’accesso e la permanenza delle donne nel mercato del lavoro, la loro progressione in carriera e la tutela della maternità rientrano senza dubbio tra i principali obiettivi dell’azione del nostro Governo”. Lo ha sottolineato il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, intervenendo oggi al question time al Senato sulle problematiche del lavoro femminile, con riferimento alla tutela della maternità e sulla presenza delle donne nelle istituzioni.

Proprio per questo “il Governo sta compiendo molti sforzi sul versante del potenziamento degli ammortizzatori sociali, per promuovere la conciliazione tra vita professionale e familiare, e per ridurre il divario tra uomini e donne occupati, specie nelle aree del Mezzogiorno”, con un impegno “forte e costante”.

“Stiamo lavorando, insieme al Ministro dello Sviluppo economico, per reperire, nel quadro del più ampio Piano per il Sud, nuove risorse, ricorrendo a fondi europei, per favorire l’accesso al credito delle imprese femminili operanti nel Mezzogiorno, attraverso l’utilizzo della garanzia del Fondo per le piccole e medie imprese di cui alla legge 662 del 1996 e un contributo non più in conto capitale ma in conto interessi”.

“La legge 215 del 1992 – ha spiegato Mara Carfagna – è ora in una fase di stallo, non essendo stata rifinanziata da parte di molti governi. Il limite dell’attuazione di quella legge è stato, tuttavia, quello di concedere finanziamenti a pioggia senza una seria regia e un monitoraggio costante degli effetti in termini di incremento dell’occupazione femminile”.