Archivio di maggio 2010

Roma, un altro gay picchiato dal branco

lunedì, 31 maggio 2010

“Chi ha visto parli. Per assicurare alla giustizia una banda di delinquenti e, se non basta, per riparare all’errore di non essere intervenuto ad aiutare la vittima di una barbara aggressione”. Queste le parole del ministro delle Pari opportunità Mara Carfagna sul pestaggio del ventiduenne omosessuale avvenuto pochi giorni fa nel centro di Roma mentre usciva dal locale “Coming out”.

La Digos adesso dovrà accertare se il giovane, ricoverato al Policlinico con il rischio di perdere un occhio, è stato seguito e poi picchiato di proposito, o se si è trattato di un’azione selvaggia ma senza alcuna premeditazione.

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L’emergenza dei bambini scomparsi e le nostre iniziative

mercoledì, 26 maggio 2010

Una vera e propria emergenza. Milletrentatre casi irrisolti nel 2009, cioè minori scomparsi e ancora non ritrovati in Italia. Il dato – fornito dalla Direzione centrale anticrimine della polizia e diffuso ieri nel corso del convegno ‘La scomparsa e lo sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti: quali strategie e interventi?’ dell’associazione Telefono Azzurro, in occasione della Giornata internazionale dei bambini scomparsi – testimonia quanto sia drammatica la situazione. Il fenomeno è da anni sotto i riflettori, ma non accenna a diminuire, diventando più complesso e drammatico.

Da gennaio a marzo 2010 risultano già 222 segnalazioni di minori scomparsi nel nostro Paese per cause diverse. Bambini che vengono rapiti per sfruttamento sessuale o lavoro a basso costo, che fuggono volontariamente da casa o da un istituto, che si perdono, che vengono sottratti da un genitore contro la volontà o all’insaputa dell’altro. La maggior parte, rileva Telefono Azzurro che gestisce in Italia il numero 116.000 (la linea diretta istituita dalla Commissione europea per fronteggiare il fenomeno e che, in Italia, è competenza del Ministero Pari Opportunità, che ho l’onore di guidare), sono minori di nazionalità straniera, quelli che scappano di casa appartengono alla fascia tra i 15 e i 18 anni, mentre la sottrazione nazionale o internazionale riguarda i bambini sotto i 10 anni e, rispetto al passato, è un evento in costante crescita.

Purtroppo, siamo di fronte ad un quadro amaro e inquietante che fa riflettere, preoccupa e ci induce a mettere in campo tutte le forze e, come ha detto ieri il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a “perfezionare ulteriormente anche sul piano sanzionatorio tutte le misure dirette a combattere ogni forma di violenza sui minori”.

Intanto, il numero verde per denunciare la scomparsa di un minore, che è gratuito e opera anche negli altri Paesi dell’Ue, deve essere ampiamente pubblicizzato affinché si attivino subito i canali, a partire dal personale diplomatico e dalle forze dell’ordine, per ritrovare nel più breve tempo possibile il bambino o l’adolescente scomparso. Intervenendo tempestivamente infatti ci sono più probabilità di riportarlo a casa. Così stiamo cercando di fare.

Nel nostro Paese abbiamo leggi molto severe per tutelare i minori e prevenire questi terribili fatti che distruggono intere famiglie. Con il recepimento della Convenzione di Lanzarote da parte del Consiglio dei ministri, sono stati introdotti nell’ordinamento i reati legati alle nuove tecnologie. Oggi, risulta che i delinquenti, i pedofili adescano minori utilizzando la Rete. Così, tra le altre cose, è stato stabilito di poter aggredire, attraverso la confisca, i patrimoni delle organizzazioni criminali che sfruttano e lucrano sui minori e di consentire la denuncia e l’arresto di chi avvicina via web i bambini.

Giro di vite anche contro lo sfruttamento della persona. Lo prevede la Convenzione di Varsavia che, subito dopo quella di Lanzarote, è stata recepita dal Consiglio dei ministri e grazie alla quale sono state inasprite le pene per sradicare il fenomeno della tratta di esseri umani o riduzione in schiavitù. Crimini orribili che riguardano soprattutto donne e bambini, basti pensare che le vittime sono 500 mila in Europa e 30 mila nel nostro Paese. Chi compie tali reati rischia 4 anni e 6 mesi. Il Dipartimento per le Pari Opportunità ha da tempo attivato anche un numero verde anti-tratta nazionale 800 290 290 per fornire assistenza alle vittime.

In merito, invece, alla sottrazione di minori da parte di un genitore, il mio Ministero ha costituito, insieme ai Dicasteri degli Affari esteri e dell’Interno, una task force per intrecciare le singole competenze e agire più velocemente senza inutili sovrapposizioni. Nuove misure e azioni per salvaguardare a 360 gradi i diritti dei minori con la ricerca continua di sfumature o fattispecie di reati da inserire nell’ordinamento per coprire e punire con durezza qualsiasi crimine e delitto.

Perché i bambini, i ragazzi, sono il nostro futuro e la nostra priorità. Li dobbiamo proteggere in ogni modo e con ogni mezzo. Non dobbiamo permettere che venga fatto del male a chi è indifeso e disarmato. Ad ogni piccolo dobbiamo assicurare un’infanzia e un’adolescenza serene.

Foto di Alles-schlumpf

Dal centrosinistra un osanna per Mara. Da ministro «chiacchierato» a icona

lunedì, 24 maggio 2010

di Patrizio Mannu per il Corriere del Mezzogiorno.it

Fenomenologia di Mara Carfagna: da ministro vituperato (ricordate Sabina Guzzanti e i suoi affondi su presunte licenziose intercettazioni fra lei e il premier?) a icona del centrosinistra (dopo sdoganamento ad opera della comunità omosessuale). Dall’Unità al Fatto quotidiano fino al puntuto Michele Serra su Repubblica, è un susseguirsi di osanna.

La salernitana Mara, in questo governo ministro per le Pari opportunità, avendo già messo tutti d’accordo nel Pdl, ha ora convinto anche gli avversari. La mossa giusta l’ha azzeccata in occasione della VI Giornata mondiale contro l’omofobia, quando rivolgendosi a Paola Concia, deputata del Pd e esponente della comunità Lgbt, l’ha ringraziata «per avermi aiutata a sfondare il muro della diffidenza della quale penso di essere stata allo stesso tempo vittima e inconsapevole responsabile, in un passato remoto ormai ampiamente superato» (17 maggio 2010).

«Un passo avanti» lo giudica l’Unità, per una donna che nel 2007, da deputata forzista, in occasione del Gay pride dichiarò che «i gay sono costituzionalmente sterili». Concia ringrazia: «Il cambio di opinione della Carfagna è sincero. Ha chiesto scusa dei suoi limiti. Magari l’avesse fatto anche Scajola». Lodi anche da Franco Grillini, storico leader dell’Arcigay: «Era partita male, poi si è circondata di collaboratori validi. Diciamoci la verità: la sua campagna contro l’omofobia il centrosinistra non l’ha fatta» (18 maggio 2010). Lo stesso giorno Michele Serra su Repubblica verga: «Grazie infine a Carfagna e Concia per averci concesso il lusso di scrivere per una volta un articolo benevolo e, ancor più rara eccezione, ottimista» (a proposito della Giornata contro l’omofobia).

Insomma, non è detto che andasse a finire così per l’«attenta» (come ci spiegherà più avanti Luigi Crespi) Mara, la ministra più bella del mondo, come ebbero a definirla il tedesco Bild e l’inglese Times. Fino a qualche mese fa di lei si parlava più per il gossip che per le cose fatte; le foto più ricercate e pubblicate erano quelle che rimandavano a calendari sexy; su Google alla voce Mara Carfagna, ancora compaiono immagini discinte (insomma un passato che perseguita). Giusto per chiudere, sul social network Facebook, sono cinque i profili a suo nome e con sue foto (evidentemente non propriamente suoi). In due anni, invece, il ministro per le Pari opportunità ha introdotto la legge sullo stalking; ha presentato un ddl (al vaglio delle Camere) che introduce multe e carcere contro la prostituzione in strada; quello per la creazione del garante per l’infanzia; quello contro le violenze sessuali e quello sulla protezione dei minori contro sfruttamento e abuso sessuale.

Una rassegna di film che fa onore a Como

giovedì, 20 maggio 2010

In un periodo in cui è francamente difficile “scovare” buone notizie, vorrei informare la cittadinanza di un evento che ritengo molto positivo per la mia carissima città.

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Gli immigrati che lavorano non devono essere discriminati

mercoledì, 19 maggio 2010

Siglata intesa tra Unar e parti sociali: campagne di sensibilizzazione e assistenza ai lavoratori stranieri.

E’ stato firmato questa mattina al Ministero per le Pari Opportunità un protocollo d’intesa contro le discriminazioni sul luogo di lavoro tra Unar, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni del Dipartimento per le Pari Opportunità, e le parti sociali. Scopo della collaborazione è quello di sconfiggere le discriminazioni, razziali in tutti gli ambiti di lavoro. “La collaborazione con le forze sociali svolge un’azione di tutela essenziale per i soggetti a rischio di discriminazioni nel posto di lavoro, che possono essere connesse all’etnia di provenienza, così come al credo religioso”, spiega Massimiliano Monnanni, direttore dell’Unar. (continua…)