Riflessione sulla violenza e su come sconfiggerla

Due donne uccise in poche ore, a Collegno e nell’agrigentino. Ieri, a Torino, un uomo ha dato fuoco ad una donna, “colpevole” di rifiutarlo. Nord e il Sud uniti da folle violenza che si consuma sul corpo delle donne.

Amare pagine di cronaca nera, che suscitano in me amare riflessioni. Prima di tutto come donna, perché penso a quelle donne vittime di una violenza fisica, ma anche culturale. Quella violenza che si annida ancora troppo spesso nelle nostre città e che, complice la paura e l’omertà, ne sporca le case e le famiglie.

Poi, come Ministro per le Pari Opportunità, rifletto su ciò che si è fatto per le donne. Il massimo che potevo, ne sono convinta. Ma sono altrettanto certa che l’unico modo per vincere una battaglia culturale sia intervenire anche sulle coscienze.

Delle vittime, prima di tutto.

Perché le leggi che abbiamo messo in campo sono un’arma che colpisce chi le vuole aggredire, ed una difesa per chi si ribella a vessazioni e abusi.

Presso il Ministero per le Pari Opportunità, il 1522, numero verde antiviolenza, le cui operatrici possono mettere in collegamento diretto le vittime con le questure, offrendo anche supporto psicologico e giuridico.

Le aggravanti per violenza sessuale che questo Governo ha introdotto sono ulteriore deterrente contro le violenze e, attraverso il raddoppio della pena e dei termini di prescrizioni, con l’eliminazione dei benefici premiali per gli stupratori, significano certezza della pena, carcere, in una parola.

Abbiamo istituito il gratuito patrocinio dello Stato per le vittime nelle spese processuali ed introdotto il reato di stalking nel Codice penale.

Per stalking, oltre 5.000 persone sono state consegnate alla giustizia in poco più di anno, ed oltre 5.000 vittime, quasi tutte donne, sono tornate a vivere.

E qui entra in gioco la consapevolezza che ci si può ribellare ad una vita di ingiustizie. Leggendo poi le notizie di cronaca, la consapevolezza diventa certezza.

Nei miei primi due anni da Ministro ho raccolto dolorose testimonianze di donne segnate da anni di soprusi, violenze, abusi. Queste donne mi hanno spesso raccontato la difficoltà nel trovare il coraggio di denunciare l’aguzzino, colui che ti chiude in una prigione invisibile e ti umilia, ti toglie la vita, permettendoti di respirare.

A queste donne ho detto, e continuo a ripetere, che nelle istituzioni si trova aiuto, conforto, salvezza. Che gli strumenti per scappare da quella prigione oggi ci sono, vanno usati. Per il bene loro, dei loro figli, della loro famiglia, della società.

Perché la violenza contro le donne è il cancro di ogni paese che si definisce civile. Debellarla, vuol dire guarire il paese.

Mara Carfagna

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2 Commenti a “Riflessione sulla violenza e su come sconfiggerla”

  1. SONIA scrive:

    Buongiorno Ministro, le racconto cosa succede ai bambini e alle donne vittima di violenze all’interno delle mura domestiche.
    Le donne denunciano le violenze, e i giudici invece di tutelare il minore vittima anch’egli di violenza, lo vogliono affidare ai servizi sociali. La nostra è una storia lunga 10 anni di sofferenze e soprusi non solo da parte del nostro aguzzino ma anche di chi avrebbe dovuto proteggerci e tutelarci. Ritengo questi ultimi dei mostri macellai assassini di anime. Giudici e tecnici che decidono della vita di chi ha gia’ sofferto tantissimo con una leggerezza e una mancanza di umanità che rasenta la follia. Questo è ciò che succede nei tribunali italiani quotidianamente. Nello specifico sto parlando di quello di Verona nella persona del giudice Iannetti. Vogliono portarmi via il mio bambino che sto difendendo con le unghie e con i denti per farlo crescere con dignita’ e serenità. La mia colpa è proprio questa.
    Vi chiedo di proteggere i bambini non solo con le parole, ma soprattutto con fatti e coraggio.
    Una mamma disperata

  2. Una cittadina delusa scrive:

    Come sempre parole, solo parole e mai fatti…. Solo chi vive queste situazioni sa che non si è tutelati nè dal reato di stalking e tantomeno se si denuncia chi ti perseguita e ti ha inflitto violenze. Mia sorella è stata picchiata a morte insieme ai suoi 3 figli (il più piccolo ha solo 4 anni) dall’ex marito nonchè padre dei 3 bambini, sono stati chiamati i Carabinieri, lo hanno colto sul fatto ma l’hanno lasciato andare a casa tranquillo come se nulla fosse successo. Mia sorella ed i bambini sono stati portati in ospedale, hanno avuto diversi giorni di prognosi. Hanno sporto denuncia. Chi li protegge da questo violento che sicuramente agirà nuovamente ed ancora con più cattiveria contro di loro per vendicarsi della denuncia fatta? Viviamo nel terrore…. Mi spieghi quindi, Ministro, quali sono queste leggi che tutelano le donne che vogliono reagire alle violenze! In Italia non c’è nessuna legge, ognuno può permettersi di fare ciò che vuole perchè tanto non verrà punito. Sentivo a “Striscia la notizia” che per l’utilizzo di un disco orario falso sulla macchina è previsto l’arresto da 1 a 5 anni….. chi picchia morte la ex moglie ed i figli e li tormenta telefonicamente può continuare la propria vita come su sulla fosse…COMPLIMENTI!

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