Approvata Convenzione Varsavia, tolleranza zero contro chi traffica esseri umani

Pene più severe per chi gestisce il traffico delle persone, siano uomini, donne o bambini. E misure assistenziali, compreso permessi di soggiorno, per le vittime sfruttate. Con l’approvazione della Convenzione di Varsavia il nostro Paese si lancia in una lotta senza confine, su scala globale, alla tratta di esseri umani“. Così il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, commenta l’approvazione definitiva, avvenuta oggi alla Camera, della Convenzione di Varsavia, recepita lo scorso 5 febbraio dal Consiglio dei Ministri.

Il senso della legge è quello di affrontare il fenomeno della tratta con un’ottica europea e non solo nazionale. Riguarda innanzitutto la tratta ai fini di sfruttamento sessuale, ma anche il lavoro forzato ed altre pratiche illecite delle persone. La Convenzione di Varsavia, pone, in risalto il fatto che la tratta costituisce una violazione dei diritti umani e persegue  sinteticamente questi scopi con la formula delle quattro P: Prevenire la tratta, Proteggere i diritti umani delle vittime, Perseguire gli autori del reato, Promuovere la cooperazione internazionale. “Tra la principali proposte italiane, accettate e inserite nel testo della Convenzione, ricordiamo la creazione di osservatori per monitorare il fenomeno e la raccolta di dati relativi alle varie forme di abuso e sfruttamento, per avere un quadro chiaro delle sue dimensioni”, aggiunge il Ministro. “La Convenzione prevede aggravanti fino a un terzo della pena e tolleranza zero, con il raddoppio delle pene, per le organizzazioni che, allo scopo di “importare” esseri umani, falsificano i documenti”, conclude Carfagna. Tre i reati interessati dall’aggravante: riduzione e mantenimento in schiavitù, tratta di persone, acquisto e alienazione di schiavi. Tutti e tre sono stati inseriti tra le disposizioni che consentono l’utilizzazione degli strumenti di indagine utilizzati per il contrasto della criminalità organizzata.