Mi dimetto dal Consiglio regionale della Campania: i doppi incarichi sono un ostacolo al rinnovamento


Da quest’oggi non sono più consigliere regionale della Campania.
Ho consegnato la lettera di dimissioni, che è stata protocollata: non si torna più indietro.

La mia è stata una decisione sofferta, perché i napoletani che hanno voluto esprimere la loro preferenza per me, mi hanno chiesto di entrare a Palazzo Santa Lucia, sono stati davvero tanti, un numero superiore alle mie attese. Li voglio ringraziare ancora, uno ad uno, tutti: sono oltre 56 mila.

Avevo annunciato sin dall’inizio che non sarei rimasta in Campania, mi ero offerta di essere l’ “anello di congiunzione” tra il governo centrale e quello regionale e questo voglio fare. Il mio incarico parlamentare, però, mi ha messo davanti ad una scelta: o la Camera dei deputati, dove vengono discusse ed approvate le leggi che promuovo come Ministro della Repubblica, o il Consiglio regionale. Alla fine ho optato per la prima soluzione, sicura che i miei elettori, ma anche tutti gli altri, capiranno.

Questa decisione, la necessità di dover scegliere, mi è servita anche per avviare una riflessione più ampia sulla disciplina dei “doppi incarichi”. Su quanto gravano sull’impegno di una persona – se svolti al meglio, come ho creduto di fare io, partecipando in questi due mesi alle sedute del Consiglio regionale -, ma soprattutto sull’effetto “cappa” che creano sulle tante menti brillanti, giovani perlopiù, che aspirano a spendersi per la politica e trovano quei posti già occupati, magari da un parlamentare come me. I doppi incarichi sono un ostacolo al rinnovamento, allontanano le persone dalla politica. E sono fiera che, prima di me, l’abbia detto, molto più autorevolmente, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

Se c’è una cosa di cui sono felice, dopo avere scritto e spedito la lettera di dimissioni, è che al mio posto, in Consiglio, siederà da domani una donna. Quello al Consiglio regionale non vuole essere un addio, ma un arrivederci. Un arrivederci agli appuntamenti a cui gli amministratori regionali vorranno invitarmi, alle questioni che i cittadini decideranno di sottopormi. Sono sicura che tutti, in primis il presidente Stefano Caldoro, cui non sfuggono né la portata epocale della sua vittoria, né l’enorme carico di responsabilità che è seguito al successo nelle urne, mi consentiranno di offrire il mio modesto contributo per rinnovare profondamente un territorio bistrattato e male amministrato per troppo tempo.

Mara Carfagna
Ministro per le Pari Opportunità

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