Aiutiamo i ragazzi down,
anche scovando i falsi invalidi


Caro Direttore,
probabilmente per colpa nostra, del modo in cui il Governo ha scritto la misura, quei passaggi della Manovra che si prefiggevano di scovare i falsi invalidi, tra i truffatori della peggior specie per un Paese, per poter destinare le giuste risorse a coloro che invalidi lo sono davvero e hanno bisogno di una assistenza da parte dello Stato, sono stati interpretati come una misura “contro gli invalidi

Cosa che certamente non può essere e non sarà. I dati che ci siamo trovati tra le mani, lo squilibrio tra le Regioni, in effetti, lasciavano di stucco: perché in Umbria la percentuale di persone che percepiscono la pensione di invalidità è così superiore a quella delle altre Regioni, il doppio della Lombardia? Il problema era tutto lì, far sì che le gli enti locali vigilassero su questi sussidi, destinassero le risorse a chi realmente ne ha bisogno, non a qualche furbetto o, peggio, all’amico dell’amico che di lavorare proprio non ne ha voglia. Di qui la decisione di alzare la percentuale di invalidità a cui viene riconosciuto il sussidio: dal 75 all’85%.

Nessuno, probabilmente, nella concitazione di dover scrivere una Manovra contro la crisi in poche ore, si era accorto che, con questo intervento, si sarebbe penalizzato chi è affetto da sindrome di Down. Bene hanno fatto le associazioni a segnalare immediatamente l’errore, bene ha fatto Giancarlo Mazzuca a ricordarci che dobbiamo porre subito rimedio. Il nostro è un Paese dove lo Stato sociale, a dispetto di quanto si dice, è forte, attento ai bisogni di tutti, soprattutto di coloro che ne hanno realmente bisogno, come lo sono le persone affette dalla sindrome di Down, assieme alle famiglie che si prendono cura di loro. Lo dimostrano le tante iniziative portate avanti, non ultima la campagna di sensibilizzazione “abilità diverse, stessa voglia di vita” che proprio il mio Ministero ha promosso, ma anche la legge a favore delle persone sordo cieche appena approvata dal Parlamento.

Il Governo modificherà immediatamente questa norma con un proprio emendamento alla Manovra o al momento della discussione in Parlamento: gli strumenti li stabiliremo la settimana prossima. Senza rinunciare, però, a fare la guerra ai falsi invalidi. E’ eliminando loro che, nel giro di qualche tempo, saremo in grado di intervenire sul quantum dell’assegno che, attualmente, viene riconosciuto ai Down. Una cifra, dai 256 euro e spiccioli ai 450 euro, che, come voi scrivete, è una vera miseria. Ci aiuteranno, per questo scopo, anche le dipendenti Statali: l’innalzamento della loro età pensionabile, imposto al nostro Paese dall’Europa e deciso nel corso dell’ultimo Consiglio dei ministri, libererà risorse che abbiamo già deciso di destinare in buona parte a favore delle persone non autosufficienti.

*Lettera aperta del Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna al Quotidiano Nazionale