Tolleranza zero contro la pedofilia


Apprendo che, anche quest’anno, c’è qualche pazzo che si diverte a celebrare, su internet, il “Boy Love Day”, la giornata dell’ “orgoglio pedofilo”. Davanti ad una simile definizione, la prima reazione è quella di inorridire. Subito dopo, però, viene spontaneo reagire e rispondere con altrettanta forza alle forma di violenza più schifosa che la mente umana possa partorire, quella su esseri innocenti e incapaci di difendersi. Lo Stato può avere, nel contrasto di queste deviazioni, soltanto un volto: quello severo della legge. Quindi nessuno sconto, certezza della pena, insomma, galera. Nel nostro Paese chi osa toccare un bambino sconterà, come minimo, sei anni di carcere, che potrebbero diventare venti. L’Italia vanta le pene più severe al mondo nel contrasto della pedofilia e della pedopornografia, un sistema integrato e complesso di leggi che prevede e disciplina ogni possibile reato commesso ai danni di un minore. Ed è solo l’inizio, perché la politica, nella tutela dei più piccoli, deve essere quella della “tolleranza zero”.

E’ per questa ragione che il Governo ha voluto recepire la Convenzione di Lanzarote, attualmente in attesa del voto finale del Senato e che, non appena approvata, renderà l’Italia ancora più forte in questa guerra. Oltre a prevedere il raddoppio dei termini di pena per gli “orchi”, dei termini di prescrizione del reato – così da permettere alla vittima di denunciare il carnefice anche in età adulta –  e del gratuito patrocinio dello Stato per le spese processuali delle vittime – perché le Istituzioni devono essere sempre al fianco di chi soffre un’ingiustizia – abbiamo previsto anche l’introduzione nel Codice Penale del reato di adescamento via web. Perché è nei meandri della rete che il vigliacco si nasconde e tende insidie al più debole, come dimostrano le segnalazioni che ci sono giunte oggi.

Punire in modo certo ed esemplare chi viola ed oltraggia  una piccola vita nel corpo e nella mente, rubandole l’infanzia e la sua serenità, è l’unica strada percorribile in un Paese – come il nostro – che abbia a cuore il futuro dei suoi figli, dei nostri figli. Quindi, il suo futuro.

Mara Carfagna
Ministro per le Pari Opportunità