Amareggiata dalla sentenza della Cassazione, chi lavora con la legge, la applichi


In un momento in cui la violenza sulle donne affolla le cronache nere dei giornali, ricordandoci di come non si debba mai abbassare la guardia su uno dei crimini più odiosi che, soprattutto tra le mura domestiche, conta fin troppe vittime, non posso che dirmi amareggiata di fronte a  questo caso di vera e propria miopia da parte dei giudici della Cassazione*.

La violenza, la “volontà sopraffattrice“, come  è stata definita dai giudici, non pesa più o meno a seconda del carattere della vittima. Relativizzare la violenza, vuol dire armare il violento, permettergli di scegliere se colpire o meno, peggio ancora di essere giustificato,  in base a come percepisce il suo bersaglio. L’azione di Governo è stata chiara fin dall’insediamento: contrastare e reprimere ogni forma di violenza, inasprendo le pene e garantendo il principio che chi sbaglia paga, senza alcuno sconto. Chiediamo però, per tutte le donne e per il Paese, che chi lavora con la legge, la applichi.

*Il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, commenta la sentenza della Cassazione che ha assolto un marito, accusato dalla moglie di  maltrattamenti, già condannato ad otto mesi di reclusione, poichè la donna aveva un “temperamento forte” e, quindi, non soccombeva di fronte ai soprusi dell’uomo.