Insieme per Sakineh, per i diritti delle donne

La vicenda di Sakineh ci ricorda che ancora una volta dobbiamo tenere alta la guardia a difesa dei diritti umani delle donne.

Sakineh, oggi, rischia la morte per lapidazione, e, quindi, di diventare il nuovo simbolo di un fondamentalismo che nega alle donne i diritti umani inalienabili.

Condivido in pieno ciò che ha detto il mio collega, il Ministro degli Esteri Franco Frattini: oltre alle istituzioni, sono le coscienze di ognuno di noi che devono urlare a gran voce il rispetto alla vita.

Perché salvare la vita di Sakineh, vuol dire ridare la speranza alle donne iraniane, quindi, al mondo. Vorrebbe dire far capire a qualunque donna minacciata di morte in nome di un arcaico integralismo che non è sola: le nostre voci, unendosi alla delicata attività diplomatica messa in campo dal Ministro Frattini e da tutte le Istituzioni italiane ed europee, possono annullare le distanze date dai confini e dai chilometri che ci dividono da Sakineh, e da tutte le donne che vivono un dramma di cui lei è attuale rappresentazione.

Oggi, salvare Sakineh vuol dire salvare la nostra vita, il nostro futuro. Hillary Clinton disse che laddove i diritti delle donne vengono sistematicamente violati, il terrorismo trova terreno fertile e diviene una minaccia per il mondo intero. Una ragione in più questa per far sentire con forza la nostra voce, unendoci in Parlamento, coinvolgendo i cittadini e l’opinione pubblica, affinché sia garantita la dignità delle donne ed il rispetto della vita in ogni angolo del pianeta.