L’Italia e gli italiani sono dalla parte di Sakineh

Un’azione senza precedenti per mobilitare le coscienze e contribuire a salvare Sakineh da una sentenza brutale ed inaccettabile, la lapidazione.

Far sapere all’intera comunità internazionale che l’Italia e gli italiani sono dalla parte di Sakineh Mohammadi Ashtiani – la donna iraniana di 43 anni che rischia di morire lapidata per adulterio. Di fronte a questo drammatico caso le iniziative diplomatiche, che l’Italia ha attuato, devono poter contare anche sul più ampio sostegno dell’opinione pubblica.

Difendiamo insieme un principio che ha valore universale: non possiamo accettare che una donna, ovunque si trovi nel mondo, venga sottoposta alla pena di morte per lapidazione, una pratica orribile e disumana che condanniamo fermamente in quanto contraria ai diritti umani fondamentali. E per questa ragione, insieme, abbiamo voluto dare un segno di attenzione – anche visibile – alla storia di Sakineh, convinti come siamo che la sua vita possa e debba essere risparmiata. Da oggi, e fino a quando Sakineh non sarà salva e libera, il suo volto ci guarderà dal palazzo del Governo italiano.

Mara Carfagna e Franco Frattini

Tag: , , , , , ,

7 Commenti a “L’Italia e gli italiani sono dalla parte di Sakineh”

  1. Alberto scrive:

    Grandiiiiiiiiiiiiiiiiii… Salviamo questa gente!

  2. Alberto scrive:

    Ho sempre sognato di lavorare con voi. Siete unici, sono fiero della politica e delle imprese che state portando avanti.
    Grazie Mara.
    Grazie Franco.

    Uno studente di 17 anni.

  3. daniela scrive:

    Spero che con il contributo di tutti si riesca a salvare la vita di questa donna e che finalmente certe pratiche così brutale possano avere fine.

  4. Giovanni scrive:

    Gentile Signora, mi fa piacere vedere che lei è in crescita e sta via via prendendo sempre più coscienza di cosa comporti la carica che le hanno affidato. Mi ha fatto piacere vedere che lei non abbia accolto l’invito alla cena in onore di quel, a mio parere, poco raccomandabile Personaggio libico e mi complimento con lei. Nonostante ciò io penso che la sua azione avrebbe avuto maggior peso se avesse speso qualche parola di commento sull’evidente ragione del suo rifiuto. La capacità di cambiare, nella faccenda degli omosessuali per esempio, ha dimostrato di averla e riconosco che per lei deve essere stato tutt’altro che facile. Avanti ché il coraggio paga! La saluto.
    Giovanni Lazzaretto. Via Vigevano, 8 CAP 20144 Milano

  5. Gino scrive:

    Sono ancora di dura cervice.Circa duemila anni fa un loro conterraneo,non di spirito,disse:”Chi non ha peccato scagli la prima pietra”. D’allora non si sono ancora evoluti!? Nessuno di noi ha diritto della vita degli altri. Chi sbaglia paga, se muore come fa a pagare?

  6. simona scrive:

    Tutti i paesi che applicano simili brutalità si devono vergognare!!La vita e la libertà di chiunque esso sia vanno tutelate e difese. Sakineh sono dalla tua parte e dalla parte di tutte le donne che purtoppo continuano a subire ingiuste e spropositate prevaricazioni.Ed è proprio a loro che faccio un appello:NON TACETE E ABBIATE LA FORZA DI NON CHIUDERVI IN VOI STESSE MA USCITE ALLO SCOPERTO E CHIEDETE AIUTO!

  7. Anna scrive:

    IL potere è pericoloso e se non viene esercitato per portare pace e vita, è finita.
    Se Sakineh non vivrà, ci sentiremo tutti ancora un pò più soli e sconfitti perchè un’altra barbarie si sarà consumata sotto i nostri occhi.
    Spero che qualcosa intervenga a cambiare questa inaccettabile orribile circostanza.

Lascia un Commento