Ancora uniti per salvare Sakineh

Sakineh è in ognuna di noi, e noi tutte siamo Sakineh. Perché quando una donna, ovunque nel mondo, viene minacciata di morte in nome di un arcaico integralismo, non è sola. Quando una donna è paradigma di un dramma consumato sulla vita delle donne, quando quella donna è protagonista di una tragedia che già è avvenuta e che si ripeterà, dobbiamo alzare la voce. Lo abbiamo fatto: Istituzioni, associazioni, migliaia di coscienze hanno urlato a difesa della vita e dei diritti umani. Il mondo dell’arte e del cinema è stato voce attiva, sfruttando ogni canale mediatico, perché ogni flash, ogni riflettore, illuminasse il volto di Sakineh, e gettasse luce sulla sua buia vicenda, fatta di angherie, ingiustizie, brutalità.

Unendosi alla delicata attività diplomatica messa in campo dalle Istituzioni italiane ed europee, abbiamo annullato le distanze date dai confini e dai chilometri che ci dividevano da Sakineh. Lei, oggi, è più vicina: le autorità iraniane hanno annunciato di aver sospeso la condanna a morte per lapidazione a cui era stata condannata. Avanti così! Perché oggi, salvare Sakineh vuol dire salvare la nostra vita, il nostro futuro. Hillary Clinton disse che laddove i diritti delle donne vengono sistematicamente violati, il terrorismo trova terreno fertile e diviene una minaccia per il mondo intero. Una ragione in più questa per continuare a tenere alta la guardia a difesa dei diritti umani. Dobbiamo e possiamo essere forti: quando l’Europa parla con una voce sola, quando il Papa fa il suo appello a difesa della vita e della sua integrità, si raccolgono risultati importanti. Il Governo di cui mi onoro di far parte, ha portato il suo contributo. Con il collega Franco Frattini, Ministro degli Esteri, abbiamo lavorato incessantemente perché Sakineh non diventasse il nuovo simbolo di un fondamentalismo che nega alle donne i diritti umani inalienabili.

Abbiamo parlato al Paese, per arrivare a Teheran. Il volto di Sakineh è stato affisso, per la prima volta, sul Palazzo del Governo: Comuni, Province, Enti ed Università hanno voluto aderire alla campagna “Per la vita di Sakineh”, lo sforzo è stato senza precedenti. Avevo detto che Sakineh ci avrebbe osservato fino a quando non si fossero fermate le pietre con cui si minacciava la sua vita. Oggi raccogliamo un primo importante risultato, ed andiamo avanti, perché salvare la vita di Sakineh, vuol dire ridare la speranza alle donne iraniane, quindi, al mondo. Oggi andiamo avanti, perché come abbiamo visto, la nostra forza è la sua forza.*

* Messaggio del Ministro letto oggi dall’attrice Ottavia Piccolo alla mostra del cinema di Venezia.