A L’Aquila per il 60esimo anniversario di Soroptimist

Sono molto felice di tornare a L’Aquila, quasi un anno e mezzo dopo il terribile terremoto e di vedere che, seppur tra mille difficolta’, la ricostruzione sta andando avanti. Lo stesso dinamismo lo respiro qui, a Coppito, nella Caserma della Guardia di Finanza che, a distanza di un anno dalla tragedia, fa da cornice al 60 anniversario di Soroptimist, un’ organizzazione vivace e brillante per le donne di oggi, impegnate in attività professionali e manageriali. La mission di Soroptimist, è la mia, è quella di tutti coloro che lavorano con me ogni giorno, per un mondo dove le donne possano realizzare il loro potenziale individuale e collettivo, le loro aspirazioni e avere pari opportunità. Non potevo non esserci. Avrà pensato lo stesso l’amica e collega Paola Pelino, esempio vincente di imprenditrice e politica.

Con l’occasione ho incontrato tante professioniste che tengono alto l’onore del Paese anche all’estero, e con loro ho voluto fare il punto della situazione, ed ho parlato di ciò che faremo.

Ho spiegato che, partendo proprio dalle donne, abbiamo messo in campo le leggi, molto efficaci, per la loro sicurezza, come quella contro lo stalking, o le aggravanti per violenza sessuale. Poi, alle tante manager presenti, ho ricordato il grande sforzo economico intrapreso per favorire l’occupazione femminile. Perché ogni donna può dedicarsi meglio alla professione se aiutata da tutti quei servizi all’infanzia come gli asili nido, o le baby sitter di condominio, che ho voluto finanziare con 40 milioni di euro. Lo considero un investimento per il futuro del Paese.

Oggi, guardando al presente, sono convinta che la grande sfida da vincere sia l’integrazione certa, effettiva, delle immigrate. Partendo dalle più giovani, fino ad arrivare alle loro madri, o alle nonne, dobbiamo puntare a sviluppare quella che è una nuova risorsa culturale, sociale ed economica del Paese. Lo faremo rispettando la loro cultura, le loro tradizioni, le loro religioni, spiegando che il loro mondo può convivere con il nostro sistema sociale,economico e culturale che comprende, accetta, rispetta ed esige, in cambio, lo stesso trattamento.

Perché sono certa che altrimenti, in nome di pregiudizi e relativismi religiosi, si innesterebbe una marcia indietro per ogni donna che vive in Italia, vanificando decenni di conquiste.

Perché l’immigrazione può essere una grande risorsa solo se ben “innestata” nel Paese che l’accoglie. Sono seguiti applausi alle mie parole. Fa bene riceverli da altre donne, perchè vuol dire che ho colpito nel segno, che le mie parole, forse perché testimoniano e anticipano fatti, hanno colpito nel segno. Fa bene, oggi, vedere L’Aquila come da tempo non la vedevo: viva, dinamica, in corsa verso il futuro.

A presto.

Mara Carfagna
Ministro per le Pari Opportunità