Insieme all’Egitto, contro donne e bambine ‘invisibili’

“Senza un certificato di nascita o una carta di identità le persone, soprattutto donne e bambine, diventano ”invisibili” e non possono godere di diritti primari come quello dell’educazione”. Lo ha detto il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, intervenuta ieri al Cairo alla conferenza conclusiva del programma “Poverty Alleviation and Legal Rights”, realizzato in Egitto con la cooperazione italiana. Era presente anche Elisabetta Belloni, direttore generale della cooperazione allo sviluppo italiana.

Il progetto ha consentito l’assegnazione di oltre 150mila documenti di identità (66mila carte d’identità, 46 mila certificati di nascita e 16mila documenti a persone non registrate all’anagrafe), in maggioranza bambine e adolescenti, dando loro la possibilità di accedere ai servizi essenziali, come la scuola e la sanità. Quello dei “bambini fantasma” è un problema assai diffuso in Egitto, e in tutto il continente africano. Un problema che, complici i flussi migratori sempre più consistenti, si è affacciato anche sulle coste italiane.

“Programmi come questi – ha spiegato Carfagna – aiutano i Paesi in difficoltà ad affrontare i loro problemi, ma anche l’Europa – e in primo luogo l’Italia, che, insieme alla Spagna, ne è la porta d’accesso – a prevenire l’immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani. E’ un investimento perché nel nostro Paese ci sia un’immigrazione regolare e di qualità, che non pregiudichi la sicurezza dei cittadini”.

Il Ministro ha annunciato inoltre, che la cooperazione italiana finanzierà in Egitto un progetto di assistenza tecnica e tecnologica per una campagna di sensibilizzazione sul territorio per contrastare fenomeni come quello della non registrazione delle nascite e della mutilazione genitale femminile.