Un aiuto concreto per le vittime di stalking.

Il progetto “Angel” di Vodafone premiato con “il Germoglio d’Oro” della Fondazione Bellisario

Sono oltre 50 le donne che, dall’inizio dell’anno, hanno perso la vita nel nostro Paese per mano di ex compagni che non accettavano la separazione. L’ultimo in ordine di tempo, l’omicidio-suicidio di Cesena.
In Italia cresce il numero delle donne uccise da amori malati, è vero, ma aumenta anche il numero di coloro che denunciano i loro stalker, ed è proprio questo che ha fatto emergere ancora di più il fenomeno, ultimamente. Nel nostro Paese le leggi ci sono, ma per fare in modo che le donne vittime di stalking si sentano meno sole, si deve e si può fare sempre di più.
Un esempio di come è possibile intervenire in questo senso, è emerso oggi nella XXIV edizione del Premio Marisa Bellisario, nel corso della quale ho avuto l’onore di premiare Maria Cristina Ferradini. Dal 2010 questa giovane donna è a capo della Sostenibilità e della Fondazione Vodafone Italia. Tra i progetti che porta avanti, Maria Cristina si dedica con particolar dedizione a Vodafone Angel: lo strumento per la localizzazione e il pronto intervento a favore delle donne vittime di stalking e violenze domestiche. Un semplice telefono cellulare che, opportunamente configurato, se attivato tramite un pulsante di allerta, trasmette il segnale e la posizione tramite GPS alle forze dell’ordine per consentire un rapido intervento.
A Maria Cristina Ferradini è andato il “Germoglio d’Oro”: un riconoscimento della Fondazione Bellisario a quelle giovani gemme tutte italiane, che nonostante il momento di crisi, sanno tirare fuori il meglio dalla nostra società e metterlo a disposizione di chi ha bisogno. Donne che aiutano altre donne. Ragazze che, appena finiti gli studi, creano un lavoro e ne offrono ad altri. Nel caso di Maria Cristina, una testimonianza e un impegno delle giovani della Fondazione Bellisario perché la vergogna della violenza sulle donne possa essere cancellata una volta per tutte.