Il mio sostegno alle primarie e al progetto di Angelino Alfano. Berlusconi resta il leader dei moderati.

Carfagna: liste civiche? Si rincorre l’antipolitica

Il Cavaliere è il leader dei moderati, ma non ha detto: mi ricandido Col voto anticipato non si fa un favore al Paese

ROMA – «Escludo una rottamazione del Pdl. Rincorrere Grillo sul terreno delle liste civiche sarebbe rispondere alla superficialità con superficialità. Non credo che Silvio Berlusconi voglia commettere questo errore».
L’onorevole Mara Carfagna è stata la pupilla politica dell’ex presidente del Consiglio, portata dalla televisione al Parlamento e poi al governo. Ma neanche lei accoglie con entusiasmo la rivoluzione del centrodestra annunciata da Berlusconi a Fiuggi.

«Ne discuteremo martedì in direzione nazionale e all’assemblea dei gruppi. Ogni idea merita di essere discussa soprattutto se viene dal fondatore del partito e il leader che ci ha permesso di vincere le elezioni».

Anche se prevede di mandare in soffitta il Pdl e il delfino Alfano?
«L’interpretazione del discorso di Berlusconi non è univoca».

Ma lei cosa ne pensa?
«Io sostengo le primarie e credo nel progetto di Angelino Alfano. Berlusconi resta il leader dei moderati ma non ha detto “mi ricandido”. La sua è una provocazione, tanto è vero che aggiunto: “se mi date il 51%”».

Non ne avevate mai parlato con Berlusconi?
«In riunioni ristrette ci aveva confessato la difficoltà ad immaginare una sua nuova discesa in campo».

Lo aveva detto anche altre volte.
«Ma nell’ultimo ufficio di presidenza, ai primi di giugno, ha avallato e sottoscritto la decisione di rafforzare il Popolo della libertà».

Però anche suoi colleghi temono di diventare una sorta di «Bad company» del Pdl.
«Il mio unico timore è che non si riesca a costituire un centrodestra credibile contro la sinistra».

Ma ora il movimento di Grillo fa più paura della sinistra. 
«Non penso che con le liste civiche si riesca a rispondere all’antipolitica. Significherebbe rispondere con superficialità alla superficialità. Occorre ricostruire un legame tra società politica e società civile con le idee e con le persone giuste».

In questi giorni ha ripreso quota l’ipotesi di elezioni anticipate a ottobre.
«Non credo che si farebbe un favore al Paese».

È soddisfatta del governo Monti? 

«Ero entusiasta, ora sono delusa: malgrado il consenso non ha superato i diktat della Cgil sulla riforma del lavoro. La spending review l’aspettiamo e anche in Europa non ha ancora spuntato un granché. Il punto è un altro».

Ovvero?
«Chiunque, dopo Monti, si troverebbe nella difficoltà di governare. Serve prima una riforma che consenta al cittadino di indicare il nome del suo rappresentante in Parlamento e del suo candidato premier».

Come pensa finirà?
«Non ho le doti divinatorie di Bersani. Non lo so. Ma non credo che il Pdl possa essere rottamato con tutta la sua classe dirigente. Significherebbe sconfessare tutto ciò che ha fatto».

Virginia Piccolillo

25 giugno 2012
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