Nasce l’Associazione “Diritti in cammino”


E’ necessario che tutti partecipino alla crescita del Paese: il rischo è che venga sprecato un patrimonio di talenti e in questo momento non possiamo proprio permettercelo.

Crisi è anche, soprattutto questo; ed è ciò di cui abbiamo parlato oggi in occasione della presentazione ufficiale dell’Associazione “Diritti in cammino”, una realtà che nasce con uno scopo ben preciso: essere da pungolo per le istituzioni per fare in modo che si riducano i costi sociali della crisi e si abbattano le barriere che impediscono la piena partecipazione dei cittadini alla vita sociale ed economica del nostro Paese.

Abbiamo voluto inaugurare così il percorso di questa neonata associazione, parlando di crisi e dei costi delle diseguaglianze sociali: “Come evitare che la crisi economica si tramuti in crisi sociale”, il titolo dell’incontro. Una tavola rotonda moderata dal giornalista Pier Luigi Battista, alla quale hanno partecipato personalità del mondo politico ed economico, quali Roger Abravanel (Advisor e saggista); Antonio Catricalà (Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri); Enrico Giovannini (Presidente Istat); Andrea Riccardi (Ministro per la Cooperazione Internazionale e l’integrazione); Giuseppe Roma (Direttore Generale Censis); Irene Tinagli (Economista).

E’ emerso che non bisogna trascurare gli aspetti drammatici della crisi economica: dietro i numeri, dietro lo spread, ci sono delle persone i cui diritti in questo momento rischiano di essere fortemente compressi e compromessi. Quello dei diritti nel nostro Paese è un tema scivoloso, una questione che spesso si affronta con le lenti deformate dell’ideologia. Bisogna invece deideologizzare e costruire un’Italia dove tutti possano godere dei diritti e delle libertà fondamentali. Ed è proprio questo che vuole fare “Diritti in cammino”. Contribuire a costruire una società più inclusiva, diffondere la cultura dell’uguaglianza, evitare che la crisi esasperi le discriminazioni e colpisca le categorie più esposte a questo tipo di fenomeno, come il ceto medio, le fasce più povere ma anche donne, disabili, immigrati e lgbt.

Lo ha ribadito il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel messaggio di saluto che ha voluto farci giungere: “è necessario che i sacrifici a cui siamo tutti chiamati per evitare che la crisi economica degeneri e produca ulteriori, insostenibili tensioni e ingiustizie, si traducano in investimenti nella formazione e qualificazione del capitale umano e nell’innovazione, attraverso le leve dell’istruzione e della ricerca”. Un monito che “Diritti in cammino” vuole cogliere fin da subito, pronti come siamo a dare il nostro contributo fattivo alla rilancio del nostro Paese.