Il Messaggero – 25 luglio 2012 – di Luca Lippera

“Una legge non può risolvere tutto, ma questa legge può salvare una vita”. Mara Carfagna, 36 anni, ministro delle Pari Opportunità nell’ultimo Governo Berlusconi, non può non avere un pizzico di orgoglio. Fu lei, nel 2008 e nel 2009, a volere in ogni modo l’introduzione del reato di stalking (atti persecutori) ed è grazie a quella norma se l’ennesimo molestatore ora si trova in carcere.
“E’ fondamentale – dice – che le donne denuncino gli uomini che le perseguitano. A volte ci si convince che il cosiddetto stalker si fermerà da sé. Ma non è così. La denuncia penale può salvare una vita”.
Orgogliosa della legge?
“Purtroppo non basta una legge a fermare un fenomeno che può difendere dalla follia, dalla volontà di dominio, da una concezione proprietaria che certi uomini hanno delle donne”.
Però?
“Però le donne ora hanno uno strumento per proteggersi. La legge ha introdotto un reato, gli atti persecutori, che nel codice penale non esisteva. Lo strumento va usato e la norma ne offre più di uno”.
Non solo la denuncia, quindi?
“La legge offre una possibilità intermedia. La vittima può chiedere al Questore della città in cui viene commesso il reato l’ammonimento di colui che la perseguita. Lo stalker viene diffidato. A volte l’atto si rivela risolutivo. Evidentemente, la cosa diventa una sorta di richiamo alla realtà, una dimostrazione, forte, che la propria condotta sta sconfinando in un reato penale”.
Ma le donne spesso esitano.
“E fanno male. I casi di cronaca ci dicono che lo stalker, in genere, non si ferma. Va avanti, insiste, diventa ossessivo e alla fine può arrivare a uccidere. Capisco certe situazioni: il persecutore, a volte, è un ex marito. Si cerca di non turbare certi equilibri familiari. Invece bisogna denunciare. Spesso è in gioco la vita”.
Lei volle la legge con ogni forza.
“Tante donne mi scrivono dicendomi che questa normativa le ha salvate. A volte la politica, tra tante cose cattive che si dicono, può fare cose utili e concrete. Non si può non avere un po’ di soddisfazione”.