Alla tavola rotonda con Riccardi: sì a regolarizzazione, no a sanatoria immigrati

Questo pomeriggio ho partecipato ad una tavola rotonda, organizzata dal Ministro dell’Integrazione della Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi, in cui si è discusso del recepimento della direttiva europea contro lo sfruttamento del lavoro degli immigrati e la norma transitoria; titolo dell’incontro: “Un appello alla legalità sul lavoro degli immigrati: norme europee e ravvedimento operoso”. Un incontro nel quale ho avuto modo di confrontarmi con Emma Bonino, Gianpiero D’Alia, Walter Veltroni e il prefetto Mario Morcone.

Attraverso questo decreto il Governo, recependo una direttiva europea, offre ai datori di lavoro la possibilità di un ‘ravvedimento operoso’ per regolarizzare i lavoratori immigrati assunti irregolarmente; un provvedimento opportuno, a mio avviso, perché da un lato fornisce ai datori di lavoro la possibilità di uscire da una condizione di illegalità, dall’altro permette ai lavoratori di uscire da condizioni disumane. Un modo efficace per perseguire con severità lo sfruttamento degli immigrati.

È giusto non lasciare spazio ad alcuna perplessità: il ‘ravvedimento operoso’ non è affatto una sanatoria; ma una regolarizzazione. Se vogliamo il rispetto delle regole e della legalità, non possiamo non garantire regole e legalità.

Ciò che la politica deve evitare, in vista della campagna elettorale, è ideologizzare questi temi. Il fenomeno dell’immigrazione va invece gestito con ragionevolezza ed equilibrio coniugando il rispetto delle regole con il principio dell’accoglienza e della solidarietà.