Quartiere a luci rosse a Napoli: così De Magistris sponsorizza il mercato del sesso

«La prostituzione mi fa rabbrividire, mi fa orrore. Davvero non riesco a comprendere chi vende il proprio corpo». La posizione di Mara Carfagna, ex ministro per le Pari Opportunità, è netta. Assolutamente in linea col disegno di legge che fece approvare dal Consiglio dei Ministri del governo Berlusconi quattro anni fa. Proposta che non diventò mai legge e ancora oggi rappresenta per il deputato del Pdl «una grande occasione perduta». Ancor di più ascoltando le intenzioni del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, sulla creazione di una zona di prostituzione controllata.

De Magistris immagina a Napoli un quartiere a luci rosse modello Amsterdam. È realizzabile, secondo lei?

«Intanto, la storia della prostituzione controllata mi sembra l’ultima delle boutade estive del sindaco di Napoli. Una provocazione fine a se stessa, col solo intento di accendere un dibattito inutile. Temo che de Magistris non sappia bene di cosa parli».

Il sindaco ha detto che lavora a questa proposta da un anno, si sarà informato.

«Questo non lo so. Ma se avesse visto uno solo dei quartieri a luci rosse delle principali città europee non avrebbe mai potuto proporne uno simile in Italia, ancor di più a Napoli».

Lei li ha visti?

«Certo, mi sono documentata abbastanza prima di iniziare a lavorare alla legge sulla prostituzione».

E cosa ha visto?

«Una mercificazione vergognosa del corpo della donna, con infiltrazioni malavitose e traffici pazzeschi. Il mercato del sesso va sconfitto, creare dei quartieri cuscinetto significa alimentare lo sfruttamento, alimentare l’illegalità. A tutto ciò aggiungiamo che quartieri del genere degradano intere zone della città. Mi farebbe piacere sapere dove intende crearle queste zone franche».

Non l’ha ancora deciso, per il momento si è limitato ad aprire il dibattito.

«Vede? Si tratta solo di provocazioni».

Quello che ha dichiarato è altro: zone circoscritte che aiuterebbero a contenere un fenomeno in costante crescita. Che limiterebbero lo sfruttamento della prostituzione soprattutto minorile.

«Una contraddizione in termini. Le zone franche attirano il malaffare, attirano gli sfruttatori che si sentono ancora più liberi di innescare e alimentare i loro traffici, di costringere le donne a vendersi tra minacce e ricatti. Non si scoraggia così la prostituzione, la si incentiva».

Lei, dunque, è contraria in senso assoluto alla possibilità che una donna venda il proprio corpo. Anche quando è una libera scelta?

«Francamente non credo alla libera scelta. Se una donna si prostituisce è perchè è costretta a farlo. Non ho mai conosciuto posizioni diverse».

Ma una minoranza ci sarà pure?

«Non credo, ma può essere».

Se fosse?

«Non sono contraria a chi vuole prostituirsi per scelta purché in case isolate, in modo da non dare fastidio agli altri. L’importante è che non ci sia sfruttamento e che le strade non siano un mercato del sesso a cielo aperto».

Riaprirebbe le case chiuse, insomma?

«No, ma rispetto ai quartieri a luci rosse sarebbero il male minore».

Andiamo oltre la proposta di de Magistris. I dati sulla prostituzione sono in aumento, qual è la sua ricetta per combattere il fenomeno?

«Esattamente il disegno di legge che feci approvare dal Consiglio dei ministri del Governo Berlusconi. Pugno duro contro clienti e lucciole. E’ l’unico modo per tutelare le donne».

Ce lo ricorda?

«Due i punti fondamentali: la prostituzione in strada catalogata come reato punibile col carcere e l’introduzione dell’associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione che rispetto al reato generico prevedeva un anno in più di carcere. Pene severissime, insomma. Inutile nascondersi dietro al dito, solo così il traffico viene scoraggiato».

De Magistris è stato anche uno primi sindaci italiani ad ufficializzare le unioni civili. E’ d’accordo?

«Non ho pregiudizi, ma sono per la famiglia tradizionale. L’idea di famiglia viene da una tradizione religiosa, viene dalla costituzione, dal diritto civile e naturale: è composta da un uomo e una donna che si uniscono per dare vita a figli per proseguire la specie».

fonte: corriere.it (Corriere della Sera)