Carfagna: per il Sud uno sforzo di serietà e responsabilità

E’ avvenuto un fatto a mio avviso storico negli scorsi giorni al Sud: è successo che il presidente di Confindustria Campania, Giorgio Fiore, insieme ai colleghi delle altre regioni del Mezzogiorno, per la prima volta nella storia ha chiesto con responsabilità al Governo – e il Presidente Monti gliene ha dato atto – non altri fondi, altro denaro, per far fronte alla crisi e risollevare le sorti dell’economia locale. Ha chiesto aiuto, un supporto per la gestione di quanto già stanziato, ma che già troppe volte è tornato nelle casse europee perché mal gestito o affatto utilizzato.

Un grande gesto di responsabilità da parte degli imprenditori, proprio nel momento in cui l’ex Ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, dichiarava al Mattino di Napoli, che se il Meridione non è in grado di gestire il potenziale di cui dispone, è colpa anche di una certa classe politica.

Purtroppo non è una novità: non è la prima volta che alla classe dirigente meridionale viene chiesto un ulteriore sforzo di responsabilità, a cominciare dagli amministratori locali per finire a chi, come me, il Sud lo ha rappresentato al Governo e continua a rappresentarlo tra i banchi di Montecitorio. I politici del Sud, dunque, rappresentano contemporaneamente in parte la causa e in parte la cura di questa situazione e non credo che i cittadini meridionali siano ancora disposti a perdonare mancanze, colpevoli o incolpevoli, di chi ha la responsabilità di governare e rappresentare i loro territori.

E’ arrivato per tutti il momento della serietà e della responsabilità.

Ciò significa garantire anche al Sud standard e livelli di qualità che altrove vengono offerti ai cittadini; esempio lampante sono le prestazioni mediche o in generale la qualità dei servizi. Ciò significa anche che fare impresa al Sud non può continuare ad essere un atto di eroismo. Serietà e responsabilità significa anche avvicinare eletto ed elettore. La nuova legge elettorale dovrà dare una spinta in questo senso: l’elezione deve essere diretta, ciascun territorio deve sapere quali sono i suoi deputati e i suoi senatori. A prescindere dal tipo di modello che sarà scelto, mai come per le terre del Sud è necessario tornare alla chiarezza di un tempo. Anche se questo può comportare pericolose distorsioni che in passato hanno alimentato, soprattutto al Sud, il proliferare di rapporti perversi tra politica e criminalità organizzata.

Serietà e responsabilità a cui tutti devono sentirsi chiamati, nessuno escluso.

Il Governo Monti ha risposto con l’impegno di un vero e proprio “salto di qualità del Mezzogiorno”: un investimento, entro ottobre, di altri 3 miliardi e una nuova programmazione per i fondi europei. Vedremo se gli amministratori locali sapranno investire queste risorse in grandi progetti in grado di creare lavoro e sviluppo.
Lo sperpero di fondi europei in mille rivoli è servito in passato, soprattutto con l’avvicinarsi delle elezioni, ad alimentare e gonfiare le clientele di riferimento, a scapito del benessere e del progresso delle comunità meridionali.

Questa è l’occasione giusta, forse l’ultima, per dimostrare che all’interesse di parte e di partito, si antepone, per necessità, ma anche per maturità politica quello generale.