Dopo i fatti di Padova, il Garante per l’Infanzia aiuti a tener viva l’attenzione sui casi più difficili

Quello che è accaduto al bambino di Cittadella nella provincia di Padova, lascia un profondo senso di tristezza. I due genitori hanno affrontato una terribile battaglia legale per sottrarsi reciprocamente la custodia del bambino e, come spesso accade in queste situazioni, si sono fatti una guerra non degna di quella che in passato era una famiglia.

Il video circolato sul web, del momento in cui il piccolo è stato prelevato dalla sua scuola per essere condotto presso una comunità, ha suscitato uno sgomento collettivo, soprattutto per le modalità con cui è stato eseguito dalle forze di polizia, la cui condotta in questo caso è in netto contrasto con quelle che sono le norme di un paese civile.

Troppo spesso i bambini sono vittime, loro malgrado, di separazioni burrascose tra i propri genitori e diventano strumenti sofferenti attraverso i quali si vuol colpire l’altro genitore, per punirlo. Ci si dimentica che sono loro i primi a dover essere protetti e tutelati, affinché possano comunque crescere in modo sereno, contando sulla presenza di entrambi i genitori.

Questo e tanti altri casi ci obbligano a constatare quanto rilevante possa essere la funzione del Garante per l’Infanzia per garantire, appunto, una tutela effettiva dei diritti dei bambini e degli adolescenti, soprattutto laddove i comportamenti degli assistenti sociali appaiono così lacunosi come in questo caso.

Posso dire con orgoglio che ho sostenuto con grande vigore il percorso per l’istituzione del Garante per l’Infanzia nel nostro Paese e averla ottenuta nel mese di luglio del 2011, con l’entrata in vigore effettiva dal 3 agosto, è uno degli obiettivi raggiunti da Ministro per le Pari Opportunità che maggiormente mi hanno dato soddisfazione.

Questo, da un lato per la consapevolezza che i bambini e gli adolescenti italiani avevano bisogno di una figura competente in grado di curare la piena realizzazione dei loro diritti, dall’altro non dimenticandoci che questo passo è stato raggiunto ben venti anni dopo dalla ratifica della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia e dell’adolescenza il 27 maggio 1991.
Pertanto in materia di diritti dei bambini siamo riusciti ad allinearci, sebbene con un ritardo notevole, a quelle che sono le normative internazionali.

Io mi auguro che il Garante attuale Vincenzo Spadafora continui a mantenere viva l’attenzione su tutti quei casi in cui i bambini vivono situazioni di grande difficoltà in famiglia, e che non si fermi di fronte a nulla, laddove si tratti di proteggerli e tutelarli.