Alla XXIX assemblea dell’Anci: ripartiamo dalle città, ripartiamo dalle persone

Questo pomeriggio ho preso parte alla XXIX edizione dell’Assemblea Annuale Anci Expo. Si tratta di un momento di confronto per gli amministratori locali ai quali viene offerta la possibilità di condividere esperienze di governo già messe in atto e individuarne insieme di nuove per il bene dei cittadini.

La tavola rotonda alla quale sono stata invitata aveva questo titolo: “La crescita delle persone e delle comunità: diritti, tutele, pari opportunità e bisogni dei cittadini. Le scelte dei sindaci e le esigenze della convivenza in una società aperta”.

Un tema che assume un valore particolare se si pensa al momento critico che il nostro Paese sta attraversando. Sì, perché proprio in questo momento storico in cui la politica e i cittadini sembrano essere più distanti che mai, i sindaci hanno dato dimostrazione di avere una visione attenta e critica della città. Il senso, a mio avviso, sta nella distanza minima tra eletto ed elettore; sta nel fatto che il sindaco si occupa direttamente delle persone e impara a conoscerne esigenze e attese.

Ed è proprio da questo rapporto di fiducia che bisogna ripartire per risollevare l’Italia. Costruire un sistema di welfare che risponda alle esigenze di una società che cambia e che quindi necessita di una distribuzione più equa delle risorse. Tagliare le risorse significa tagliare la mensa ai bambini, l’assistenza domiciliare agli anziani, il sostegno ai disabili. Significa far gravare ancora di più sulle famiglie un peso diventato insostenibile.

Ecco perché ho fatto mio l’appello e l’impegno dell’Anci e del Presidente Delrio affinché si rimoduli il patto di stabilità, si lavori affinché l’IMU torni interamente ai Comuni e si chiuda la
stagione dei tagli lineari. Lavoriamo insieme, insieme troviamo le soluzioni non per l’interesse di pochi, ma nell’interesse della collettività. Ripartiamo dalle città, ripartiamo dalle persone.