Immigrazione: affrontare il fenomeno uscendo dall’emergenza

Questo pomeriggio sono stata invitata a partecipare alla giornata di studi organizzata a Perugia dal Ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi e l’Università per stranieri del capoluogo umbro. Titolo dell’incontro: “L’Europa dell’integrazione, modelli a confronto”. Insieme a me, nella sessione pomeridiana dedicata a “Immigrazione e integrazione nelle società globalizzate”, dopo gli interventi di Mario Morcone, Capo Gabinetto del Ministro per la Cooperazione Internazionale e Integrazione e alcuni docenti di diverse università europee, il senatore Gianpiero D’Alia e l’onorevole Jean-Léonard Touadi.
Un’occasione per riflettere sui temi dell’immigrazione nel nostro continente, della cittadinanza, dell’inclusione. Temi di stringente attualità, che spesso nel dibattito politico hanno assunto la
dimensione dell’apertura o meno delle frontiere. La questione migratoria, invece, è innanzitutto una questione umana che in società globalizzate come la nostra, in città come le nostre, sempre più aperte e che aspirano a diventare sempre più moderne, non può essere lasciata agli umori del momento.
Serve costruire una visione di società, decidere quale debba essere il suo grado di accoglienza e inclusività, e in base a questo delineare politiche di integrazione degli immigrati. Un piano comune, a livello europeo, che vada al di là delle ideologie, che instradi le città, i Paesi su politiche di integrazione e di accoglienza tenendo ben saldi tre principi: solidarietà, legalità, contrasto ad ogni forma di discriminazione e di razzismo. Da un lato integrazione, quindi, dall’altro rispetto delle regole. E per far sì che ciò avvenga è necessario che tutti, ciascuno per la propria parte, istituzioni e cittadini, lavoriamo insieme, ogni giorno per respingere la cultura del disprezzo e dell’odio che alimentano follie e violenze e rendere l’Italia un Paese in cui ciascuno possa realizzarsi e trovare cittadinanza.

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