Violenza sulle donne: si attui il primo Piano nazionale

Il tema del contrasto alla violenza sulle donne è sempre più un tema centrale nel dibattito, sentito dalle donne come dagli uomini, di centrodestra come di centrosinistra. Questo approccio trasversale io credo sia quello più efficace per passare dalle chiacchiere ai fatti, concretizzare quell’obiettivo che una società moderna e avanzata come la nostra ha individuato da tempo: diminuzione e, infine, eliminazione della violenza di genere.
Grazie a questo approccio negli anni scorsi, anche attraverso disegni di legge da me presentati in qualita’ di Ministro per le Pari Opportunita’, l’Italia si e’ dotata di una legislazione più completa: sono state introdotte aggravanti per i reati di violenza sessuale, e’ stato creato il reato di stalking. E’ proseguendo per questa strada che, qualche giorno fa, da deputato della Repubblica, ho deciso di sostenere insieme alla collega Giulia Bongiorno (Fli), la proposta di legge che introduce l’ergastolo per chi commette un “femminicidio”. Innanzitutto una precisazione per chi non l’avesse capito: l’aggravante dell’ergastolo è previsto se l’omicidio è commesso in reazione ad una violazione dell’onore o in reazione ad una presunta violazione di norme sociali, culturali e religiose. Non scatta, dunque, automaticamente e per tutti. La legge, che aspira ad essere innanzitutto un deterrente, ma che vuole anche punire con la massima severità un omicidio la cui motivazione sia una concezione proprietaria della donna,non crea dunque alcuna discriminazione al contrario.

Spiace che questa proposta, non certo imposta e molto simile a quella già presentata anche da altri partiti in Parlamento, non sia stata capita o voluta capire. Non parlo soltanto di alcuni osservatori o giornalisti che, non conoscendo la realta’ delle vittime, scherzano su cose molto -troppo- serie o le trattano con una certa superficialità e a volte con una buona dose di pregiudizio. Parlo anche di alcune responsabili dei Centri antiviolenza, che conoscono il mio impegno passato, che certo non si fermera’ qui. Oggi “No More!”, la Convenzione Nazionale contro la violenza sulle donne si e’ detta contraria alla proposta legge, sostenendo che le priorita’ sono altre. Su questo posso trovarmi d’accordo. La priorita’ e’ che venga data rapida e concreta attuazione al primo Piano contro la violenza di genere, strumento indispensabile di formazione degli operatori e di sostegno ai centri che accolgono le vittime, che rivendico con orgoglio di avere redatto. Il Piano è stato finanziato con il mio ultimo atto alla guida del Ministero per le Pari Opportunita’ esattamente un anno fa. Da quando si e’ insediato il nuovo governo, però, di quel progetto – e dei relativi finanziamenti, per i quali ho dovuto lottare non poco – si sono perse le tracce. Così come non ho avuto notizia della Settimana contro la violenza nelle scuole, che ha portato negli anni scorsi il tema del contrasto alla violenza e alle discriminazioni in tutti gli istituti italiani, di ogni ordine e grado. Per verificare lo stato di attuazione del Piano e confrontarmi con gli operatori lunedì ho organizzato con l’associazione che presiedo, Diritti in Cammino, un incontro con i responsabili dei principali centri anti-violenza. Chiunque desideri confrontarsi, senza pregiudizi, è invitato a partecipare.