Derivati Campania, magistratura faccia luce sulla finanza creativa del Pd

In relazione al dossier preparato dall’assessore regionale al Bilancio Gaetano Giancane – d’intesa con il governatore Stefano Caldoro – sulle operazioni finanziarie di swap per quasi 3 miliardi di euro contratte tra il 2003 e il 2006 dalla Giunta campana di centrosinistra spero che ci sia solerte attenzione da parte della magistratura, che dovrà far luce sulla politica “creativa” delle giunte regionali di centrosinistra che dal 2003 al 2006 hanno adottato provvedimenti che con il cosiddetto swap hanno provocato veri e propri disastri per le casse della Regione, con un aggravio di circa 30 milioni di euro. Mi attendo che la magistratura chiarisca – così come già sta cercando di fare la Procura di Trani – il rapporto tra i derivati e la manipolazione del tasso Euribor con conseguente manipolazione del mercato.

Sembra esserci un filo rosso che unisce questa vicenda dei derivati in Campania con quella del Monte dei Paschi di Siena, banca gestita dal Pd come un bene di famiglia. La vicenda denunciata dal presidente Caldoro è tra l’altro ancora più grave perché penalizza ulteriormente una regione come la Campania che sta cercando a fatica di uscire dalle secche nelle quali si è arenata per anni la politica degli sprechi del centrosinistra.