Parlamento, accentuati divisioni e schematismi. Al di là del valore dei nomi, si aggrava stagione difficile

Il 16 marzo 2013 con l’elezione dei presidenti di Camera e Senato, al di là del valore personale dei nomi, si aggrava una stagione difficile, permeata di tensioni e contrapposizioni, dove l’interesse particolare sembra avere la meglio sull’interesse complessivo del Paese, accentuando divisioni e schematismi ideologici: una stagione politica dalla angolazione ristretta.

Il 16 marzo 1978, il giorno della presentazione del nuovo Governo veniva rapito dalle Brigate Rosse l’on. Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana. Raggiungeva allora il suo drammatico apice una stagione di piombo e terrore che si intersecava con una altrettanto drammatica crisi sociale ed economica. Eppure, come sempre nei momenti critici, l’Italia seppe trovare, nei drammatici 55 giorni che seguirono, una straordinaria compattezza sociale e partitica che porto’ poi il Paese fuori dalla risacca sociale e dalla crisi economica.

Le forze politiche si unirono come un sol uomo per reagire davanti alla barbarie e per testimoniare il valore della democrazia e del supremo interesse del Paese.

In questi giorni difficili, voglio rievocare la forza della visione profetica della politica, della cultura della moderazione, del confronto pacato e dell’alto senso dello Stato dell’on. Aldo Moro. Pochi giorni prima di essere rapito, in uno degli ultimi suoi interventi al Gruppo DC alla Camera ebbe a dire: ‘Talora è meglio sbagliare restando uniti che avere ognuno ragione per proprio conto’. Che queste nobili parole risuonino oggi nei nostri cuori e ci diano la forza di guardare al domani con la sola volontà del bene dell’Italia.