Margaret Thatcher, io la ricordo così

“Il governo dovrebbe fare quello che farebbe ogni buona massaia quando il denaro scarseggia: controllare i suoi conti per vedere cosa non funziona”.

Oggi che ci ha lasciato , tutti un po’ più soli senza di lei e il suo esempio, mi piace ricordare la donna di destra per eccellenza, Margaret Thatcher, non tanto come la “iron lady” di un film della red Hollywood cucitole addosso per denigrarla come essere umano, ma con il motto con cui iniziò la propri carriera. E che io riporto nelle pagine del mio libro sulle donne di destra dedicate alla sua figura. Una frase contenuta nel primo discorso che tenne alla base dei tories nel 1949.

In quell’occasione Margaret Roberts conobbe Denis Thatcher che poi divenne il marito e che allora era il direttore della Atlas preservative company, fabbrica di vernici e prodotti chimici con sede proprio in Dartford, che divenne il primo collegio elettorale del futuro premier britannico. All’epoca il matrimonio venne annunciato giusto prima delle elezioni. Quella volta in un collegio tipicamente laburista Margaret non ce la avrebbe fatta. Ma nel 1958  a Finchley invece sì e il marito lo avrebbe saputo solo a cose compiute.

La vita di Margaret Thatcher fu una vera e propria epopea, la figlia del droghiere, come veniva sprezzantemente chiamata per via delle proprie origini, era ormai lanciata verso le mete più impensabili non solo per una donna ma per una candidata tory senza blasone nobiliare.

Recentemente non potendo parlare male del governo di Margaret Thatcher e della trasformazione della società inglese da lei compiuta negli anni ’70 e ‘80, a colpi di riforme e con un vero e proprio pugno di ferro rivolto contro le categorie più privilegiate, parassitarie e sindacalizzate della Gran Bretagna, più o meno le stesse che oggi stanno inguaiando l’Italia di Mario Monti, la regista Phyllida Lloyd  e l’attrice Meryl Streep,  hanno raccontato la vita de “The iron lady”, titolo anche del film, partendo dai ricordi allucinatori di una ottantenne minata dall’Alzheimer.

Non potendo denigrare la sua battaglia contro le Unions e quelle che fu costretta a fare contro l’Argentina di Videla per via delle Falkland, la sinistra  culturale americana, come quella italiana contro Berlusconi, ricorre al solito trucchetto degli argomenti ad personam. La vita privata, i suoi drammi, divengono un buon atout per attaccare il nemico politico che altrimenti non si riesce a battere nelle urne.

La Thatcher nel 1966 votò a favore dell’aborto nei casi di grave handicap per il neonato e nel 1968 fu favorevole a depenalizzare  quelle che allora si chiamavano pratiche di sodomia.  In entrambi i casi la sua coscienza era contraria ma capì che lo spirito dei tempi era quello e non volle mettere in difficoltà il partito. Rimase però contraria ai divorzi troppo facili così come all’abolizione della pena di morte. Una volta premier ebbe ben altri problemi cui dedicarsi, compresa la guerra di cui sopra.

Difficile oggi parlare male del premier inglese che trasformò la natura di un paese da operaio in finanziario, prendendolo per i capelli mentre si avviava verso una depressione che in confronto anche quella italiana odierna fa sorridere. L’Inghilterra della seconda metà degli anni ’70 era un paese ossessionato dai sindacati, dai burocrati e dall’industria assistita. Difficile anche oggi ripetere quelli vili accuse alla Thatcher di essere stata una guerrafondaia visto che proprio dopo la guerra delle Falkland la giunta dei militari argentini si avviò al tracollo e il paese sudamericano riconquistò la libertà per tanto tempo sognata. Margaret Thatcher, insieme a Ronald Reagan e a Papa Giovanni Paolo II, fu l’esponente politico dell’unico conservatorismo capace di sconfiggere insieme il fascismo e il comunismo. D’altronde lei faceva questa unica differenza tra le due ideologie totalitarie che rovinarono il Novecento provocando due conflitti mondiali: il fascismo era un socialismo nazionalista e il comunismo un socialismo internazionalista. Il conservatorismo liberale, invece, ben poteva identificarsi nella Iron lady.