La riforma della giustizia è necessaria per rilanciare economia. Porre l’attenzione anche su la carcerazione preventiva e sul numero dei processi

Come ho ribadito ieri durante l’intervento alla trasmissione Piazza Pulita uno dei fattori che compromette fortemente l’economia  e che quindi andrebbe rivisto per  contrastare la crisi è il cattivo funzionamento della nostra giustizia.

Il fatto che ci siano in Italia 10 milioni di processi pendenti, il  fatto che chi investe in Italia non ha certezza dei tempi della giustizia, ha la percezione che il nostro sia un Paese a “diritto variabile” e debba aspettare 10 anni per ottenere giustizia  che sia penale o civile,  dovrebbe far riflettere e portare a parlare della riforma della giustizia come una riforma necessaria per garantire lo sviluppo e la crescita del paese. Nelle nostre carceri, ferma restando la mia idea che chi è colpevole deve pagare, abbiamo 24.000 detenuti in attesa di giudizio, quindi in regime di custodia cautelare e dalle statistiche risulta che alla fine 12.000, dunque la metà, sono innocenti e  hanno passato 1 mese, 6 mesi, 1 anno in carcere senza aver commesso nessun reato.

All’Italia serve una seria  riforma della giustizia.