Preoccupati per le divisioni nel Pd ma tocca a loro fare le proposte per il Quirinale

Al Quirinale serve in questo momento una figura che unisca il Paese,  avevamo accettato il nome di Franco Marini tra quelli avanzati dal PD perché ci sembrava quello che poteva corrispondere al meglio questa necessità.

L’Italia ha bisogno di un Presidente della Repubblica in grado di mediare, di dialogare, di unire e non di dividere, di rappresentare tutti i cittadini, tutti gli elettori, quelli che hanno votato per il centrodestra, quelli che hanno votato per il centrosinistra, ma anche quelli che hanno evidentemente espresso un voto di protesta attraverso la scelta del Movimento 5Stelle, quindi Franco Marini per esperienza istituzionale per il suo percorso politico ci sembrava la persona migliore.

Ma è evidente che in questo momento i problemi sono tutti interni al Pd che si è spaccato in maniera drammatica. Purtroppo  tutto questo era prevedibile già dalla riunione di ieri sera, stamattina il voto ha di fatto certificato questa divisione,  dimostrando che Bersani  non riesce a tenere unito, a governare, il suo gruppo all’interno del quale ci sono veramente tante anime che non riescono a trovare l’accordo sul nome da eleggere al colle. Adesso aspettiamo e speriamo che il Pd utilizzi questo tempo per trovare una soluzione condivisa.

Ci sono tre minoranze politiche, ma grazie al premio di maggioranza il Pd alla camera ha comunque  più numeri rispetto al Pdl, rispetto ai 5stelle e a Scelta Civica, quindi non spetta a noi proporre dei  nomi, ma spetta al Pd. Sarebbe però difficile da comprendere se il PD scegliesse la strada della ricomposizione interna e dello scontro con il resto del Paese perché i nomi che vedo circolare in questo momento, tipo quello di Prodi o anche di Rodotà, servirebbero a ricompattare magari il Pd, anche in nome dell’odio non più e non tanto sopito nei confronti del centrodestra e di Silvio Berlusconi,  ma sarebbero dei nomi che non andrebbero ad incarnare  i criteri ai quali bisogna ispirarsi in questa fase.

Serve un uomo del dialogo, un uomo che non deve essere percepito come uno di parte. Quello che importa ora sono i criteri per arrivare alla scelta ed i requisiti che deve necessariamente avere chi va a ricoprire l’incarico di Presidente della Repubblica: comprovata esperienza istituzionale, credibilità nazionale ed internazionale, capacità di parlare a tutto il paese, di essere il rappresentante di fatto dell’unità nazionale e quindi non di essere percepito come un uomo o una donna di parte.