L’ustione con l’acido della giovane di Vicenza è una grave sottovalutazione, serve severita’ per fermare l’emulazione

Il primo errore che puo’ commettere lo Stato nell’affrontare il fenomeno della violenza contro le donne e’ quello di sottovalutarlo, considerarlo di minore importanza rispetto ad altri fenomeni delinquenziali.

Lo Stato ha dunque sbagliato, ieri, a non dare adeguata risposta alla richiesta di aiuto -con denuncia- presentata dalla donna di Vicenza che quest’oggi e’ rimasta vittima di un attentato con l’acido. E’ questa la ragione per cui serve più attenzione, maggiori risorse, una preparazione diversa per il personale di primo contatto con le potenziali vittime. C’era pure la formazione del personale tra gli scopi del Piano contro la violenza di genere redatto due anni fa e successivamente de-finanziato.

Da li’, complice il clima di collaborazione che si e’ creato tra le forze politiche e le intenzioni manifestate dal ministro Josefa Idem, e’ importante ripartire.

Sono certa che le forze di Polizia sapranno individuare presto i colpevoli e che questi saranno puniti con severita’ dalla magistratura. E’ importante che lo si faccia anche per mettere fine all’emulazione, che nessuno possa pensare che colpire con l’acido una donna o un uomo sia un reato “minore”. Non deve esserci alcuna tolleranza per chi compie un atto cosi’ ignobile e codardo.