Con le riforme di oggi si può disegnare l’Italia di domani

In questo periodo le forze politiche italiane si trovano a vivere un momento particolare e diverso da quelli affrontati fin’ora. Ma questa particolarità ha fatto in modo che le stesse parti politiche si trovino di fronte una vera e propria occasione storica: scrivere le regole per una nuova Repubblica.

Da situazioni particolari devono nascere azioni straordinarie, questo è il momento per disegnare un’Italia più moderna, un paese più efficiente, che snellisca il suo apparato e che riduca i suoi costi. Le condizioni in questo momento sono tutte favorevoli. Il presidente Giorgio Napolitano è aperto a recepire, dando stimoli e prestando la massima attenzione all’argomento.

La maggioranza in parlamento è ampia e “pacificata”, si lavora con l’obiettivo di dare stabilità all’Italia e di portare a termine tutte le azioni di cui il paese ed i cittadini hanno bisogno.

Non si può non agire quando le basi di lavoro sono queste. Non si può sprecare un’occasione come questa. Non si può compiere un simile errore.

Una riforma che vira verso il semipresidenzialismo ha diversi pregi e punti di forza, su tutto può contribuire a diminuire la disaffezione e la sfiducia degli italiani verso le istituzioni. Con l’introduzione del semipresidenzialismo si accorcerebbe il meccanismo della rappresentanza e si potrebbero riavvicinare elettori ed eletti.

Chi decide di non partecipare a questi passaggi, che potrebbero andare a mettere i mattoni per l’Italia del futuro, non vuole il bene del paese. Discostarsi da questo percorso potrebbe solo acutizzare la distanza tra il popolo italiano e chi deve rappresentarlo ed agire per il suo bene.

Lavorare per l’Italia e per gli italiani è un privilegio, oggi questo privilegio chiede misure straordinarie e non è consentito tirarsi indietro.