I saggi tengano conto dell’ottimo risultato della doppia preferenza di genere

Che i nuovi Consigli comunali fossero diventati più “rosa” lo si era intuito gia’ dai primi risultati, dalle notizie -frammentarie – che provenivano dai singoli Comuni all’indomani dello spoglio. I recordman di preferenze, non a caso, stavolta erano recordwomen.

Ma che la “doppia preferenza di genere” avesse terremotato la classe politica comunale raddoppiando la presenza femminile nelle istituzioni più vicine ai cittadini lo dimostra soltanto oggi il Cise. Il Centro studi elettorali diretto dal professor Roberto D’Alimonte ha infatti comparato la presenza femminile di oggi con quella di cinque anni fa, prima che fosse introdotta la “doppia preferenza di genere”. I risultati sono quelli nella tabella allegata. La misura, che proposi quando ero ministro per le Pari Opportunità e venne approvata dal Parlamento nel 2012, consentiva e consentirà di esprimere due preferenze anzichè una nel caso vadano a due persone di sesso diverso. La norma, che ha esordito nel voto del mese scorso, era finalizzata a promuovere un’equa rappresentanza di genere senza prevedere “quote” o altri automatismi, ma, semplicemente, dando una possibilità in più all’elettore, affidandosi alla sua volontà.

I casi analizzati dal Cise riguardano i 16 Comuni capoluogo coinvolti dall’ultima tornata elettorale, disaggregati fra Nord, Centro e Sud. Come scrivono i ricercatori “le percentuali in termini di donne elette, rapportate al totale, non lasciano dubbi in merito al successo dello strumento”. Dove le cose vanno “male”, infatti, le donne elette nei Consigli raddoppiano. Al Sud va ancora meglio che al Nord. In termini percentuali e a livello nazionale la presenza delle consigliere donne è due volte e mezzo quella della precedente tornata, mentre nei capoluoghi meridionali e’ addirittura quadrupla.

Ed e’ solo l’inizio: la legge, proprio perche’ di recentissima approvazione, resta ancora poco nota, cosi’ come lo strumento della doppia preferenza. L’ondata di amministratrici in “rosa”, osserva ancora il Cise, e’ trasversale, anche se sono stati gli elettori di centrosinistra a fare meglio di quelli di centrodestra, stavolta.

Mi aspetto che questi numeri facciano segnare un deciso cambio di passo anche sulla composizione delle Giunte, che non potranno non tenere conto di questi risultati e che, per la prima volta, grazie sempre alla legge 215/2012, dovranno garantire “adeguata presenza femminile”. Di certo il sistema funziona. E, come rilevano ancora gli studiosi, “il meccanismo delle doppie preferenze si candida ad essere un ottimo strumento nel riequilibrio di genere, all’interno delle istituzioni rappresentative”.

Penso che la nuova legge elettorale, quella che scriveremo nei prossimi mesi, alla quale stanno lavorando i “saggi” e che utilizzeremo per eleggere il nuovo Parlamento, non dovrebbe prescindere da questa certezza. Se reintrodurremo -come chiede qualcuno – le preferenze, sicuro dovrà esserci la possibilità di esprimerla “doppia”. Sarebbe una possibilità in più per l’elettore e una grande chance per il Paese di correggere una distorsione della rappresentanza che ci trasciniamo da troppi anni.

Tab. 1 – Rappresentanza femminile nei consigli comunali dei 16 capoluoghi al voto nel 2013: confronto con le elezioni precedenti e disaggregazione territoriale *

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Tab. 2 – Rappresentanza femminile nei consigli comunali dei 16 capoluoghi al voto nel 2013: confronto con le elezioni precedenti e disaggregazione per coalizioni *

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 * Fonte  – Doppia preferenza: raddoppiano le donne nei consigli comunali – di Federico De Lucia e Giuseppe Martelli