I PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO SONO NECESSARI MA NON STRUTTURALI. SERVE PIU’ CORAGGIO

palazzo-chigiIl Consiglio dei Ministri di oggi ha dato il via libera a provvedimenti necessari, ma non strutturali,che difficilmente riusciranno a sollevare il paese dalla recessione a cui è inchiodato da ormai troppi mesi. E questa non può che essere la priorità assoluta cui un governo di servizio nazionale deve tendere con ogni sforzo ed in ogni istante,senza timidezze e senza esitazioni.

Nei provvedimenti approvati sono state recepite molte delle istanze di cambiamento del Pdl. Bene, per esempio, quello che è stato deciso con il rinvio dellaumento dell’Iva ad ottobre. È sicuramente apprezzabile, ma, bisogna dirlo con chiarezza,non sufficiente. Non basta. Bisogna avere il coraggio di fare scelte eccezionali, di intraprendere azioni straordinarie perché stiamo vivendo in un momento storico e soprattutto economico che lo richiede.

Deve ripartire l’economia, è necessario che i consumi interni tornino a muoversi, che la “moneta” riprenda a girare e per farlo si deve per forza ridurre la pressione fiscale sui cittadini, sulle imprese e sulle famiglie italiane. E’ il momento di ridurre la spesa pubblica, è questa l’unica strada da percorrere per trovare la copertura necessaria.Oggi vanno aiutati gli italiani. Oggi vanno ridotte le tasse che gli italiani pagano. In un contesto generalizzato di riduzione dei consumi, paventare ancora l’ipotesi che la tassa su questi ultimi possa aumentare significa incrementare l’incertezza, rendendo ancora più fragile il nostro sistema-Paese.

La macchina statale pesa sul bilancio dello stato per 800 miliardi di euro all’anno, si può e si deve arrivare a risparmiare, effettuando dei tagli specifici,  fino al 2% all’anno di questa cifra in modo tale da dividerla per sgravare le tasse di imprese e famiglie.

Quelle adottate fino ad oggi dal Governo sono delle misure “tampone” che sicuramente dimostrano la buona volontà ed il desiderio di andare nella giusta direzione, ma rimandare purtroppo significa soltanto spostare il problema un po’ più in là. Non basta posticipare, bisogna lavorare per garantire e per dare agli italiani delle certezze.