Statalisti vs liberali, è questa la vera sfida su Imu e Iva

Imu (1)E’ bene dirlo senza mezzi termini, su Imu e Iva è in corso una vera e propria battaglia culturale. Da una parte c’è chi concepisce lo Stato come un mezzo per erodere ricchezza ai cittadini, con la pretesa di avere un punto di vista privilegiato sul mondo e pertanto essere in grado di perseguire la ‘giustizia sociale’; dall’altro chi, invece, è assolutamente convinto della fallibilità umana, del pericolo che si incorre nel reificare i concetti collettivi, dell’impossibilità di un ‘ente’ a dirigere lo scambio economico e sociale.

Per questo, concepisce l’imposta come un’imposizione (lo dice la stessa parola), la ‘tassa’ come un prelievo forzoso da limitare il più possibile, proprio per non dare maggiore ‘potere di spesa’ a qualcosa e qualcuno (lo Stato) che per sua natura non può farsi interprete di tutti i bisogni e le istanze dei suoi cittadini. Insomma, statalisti versus liberali. Eredi delle dottrine socialiste versus interpreti del libero pensiero.

Pensare di trovare un minimo comune multiplo tra queste diverse concezioni filosofiche dell’uomo è pura utopia. Non esistono terze vie. Le differenze di fondo, tra chi interpreta l’uomo come un mezzo e chi, invece, lo concepisce come il fine, sono troppo ampie per colmarsi. Si possono trovare degli accomodamenti, delle soluzioni al ribasso. Si può scegliere di non scegliere, rinviando le decisioni. Ma, prima o poi, i nodi verranno al pettine. Così  come sta avvenendo, proprio, per le questioni di Imu e Iva.