La moratoria sui temi etici e il senso reale delle cose

montecitorio_aula_cameraNon stancherò mai di ribadirlo: sono a favore di una legge che riconosca i diritti delle coppie omosessuali, così come ritengo indispensabile dotare il nostro Paese di una normativa efficace che colpisca in maniera severa e certa i reati di omofobia.

Su queste battaglie sono e sarò sempre in prima linea. Non ho cambiato, né, tanto meno, ho intenzione di cambiare idea. E proprio per questo voterò a favore della legge contro l’omofobia.

Nel corso delle settimane mi sono fatta promotrice di un tentativo di mediazione per garantire che il testo potesse avere in Aula il maggior sostegno possibile. Un po’ di tempo in più, consentirebbe di trovare larghissima condivisione. Infatti, all’interno del mio partito ho potuto notare come un certo tipo di posizioni maturassero nel corso dei giorni.

Oggi, molti più di ieri, sono i parlamentari convinti che in Italia ci sia bisogno di una normativa in grado di contrastare la violenza, l’istigazione e l’odio contro le fasce più esposte del tessuto sociale. Un provvedimento, è bene ricordarlo, che affonda le sue radici nel grande lavoro svolto dal governo Berlusconi 2008-2011, anche in termini di sensibilizzazione contro questi drammi umani. Fu il mio ministero per le Pari opportunità, ad esempio, a realizzare, per la prima volta in Italia, una campagna istituzionale contro l’omofobia. I fatti parlano chiaro, senza tema di smentita.

Sono, invece, preoccupata per la tenuta del governo. Non vorrei, infatti, che certi temi, come ad esempio quelli di natura etica – ma anche la giustizia –, possano servire ad una minoranza come grimaldello per scardinare la maggioranza che sostiene l’esecutivo, indebolendolo fin anche a causare un crisi che, come sostiene con la consueta lungimiranza il Capo dello Stato, avrebbe degli effetti disastrosi per il nostro Paese.

E’ questo il senso reale delle cose, il resto, come sempre, sono chiacchiere.

Ieri da Sorrento abbiamo lanciato la proposta della moratoria sui provvedimenti di natura etica nel tentativo di rendere l’esecutivo immune da certe patologie distruttive che potrebbero manifestarsi solo in presenza di maggioranze variabili.

Il futuro delle riforme, indispensabili e non più rinviabili, deve essere garantito e protetto.