Berlusconi, il Pd e la sindrome da Piazzale Loreto

bandiera-tricolore-italianaNon si fa fuori un leader sulla base di una sentenza controversa. Non si fa fuori un leader sulla base di una applicazione discutibile (da esperti) di una legge.

Chi lo fa, lo fa solo per eliminare Silvio Berlusconi. E lo fa in chiave di interesse di parte e di partito.

Il gioco è chiaro e antico. Lo conosciamo bene.

Se impedire al leader del Pdl, attraverso una forzatura interpretativa di una legge controversa, l’esercizio delle proprie prerogative di Parlamentare della Repubblica e di leader del centrodestra non è una ‘questione democratica’, allora Guglielmo Epifani spieghi cosa intende per democrazia.

Non bastano le semplici espressioni di carattere morale, come quel ‘è giusto così’, per giustificare certe scelte che segneranno in maniera indelebile il destino della legislatura e, purtroppo, ancora una volta, il corso della storia del nostro Paese.

È proprio il principio di legalità, al quale il segretario pro-tempore del Pd si appella, a demolire il castello di ipocrisie costruito ad arte da Epifani nell’intervista a ‘la Repubblica’.

Sono passati ormai quasi 70 anni e gli eredi del Partito comunista italiano soffrono sempre della sindrome da Piazzale Loreto.