Ecco il vero volto del Pd, Salerno-Roma e la democrazia sui generis

Vincenzo-De-Luca[1]C’è qualcosa che non quadra. Quando ci sono delle pregiudiziali ideologiche e degli interessi di parte da difendere c’è sempre qualcosa che non quadra. L’ultimo esempio? Per il Partito democratico è legittimo sottoporre all’esame della commissione statuto del Consiglio comunale di Salerno l’iter sulla decadenza del sindaco-viceministro Vincenzo De Luca (Pd), rimandando ancora una volta l’attuazione di una legge chiarissima sulle incompatibilità tra primo cittadino e componente dell’esecutivo, mentre in Senato sempre il Pd, arroccato su tesi giacobine, intende impedire di fatto alla Giunta per le elezioni di sollevare la questione della legittimità della legge Severino davanti alla Corte Costituzionale. Perpetuazione della gestione del potere versus negazione del diritto all’esercizio delle facoltà di parlamentare.

Un doppiopesismo dai risvolti raccapriccianti che denota da parte del partito che si autodefinisce ‘democratico’ una visione utilitaristica delle Istituzioni. Pur di eliminare l’unico esponente politico in grado di sconfiggerlo elettoralmente e, contestualmente, consentire ad un proprio amministratore locale di disattendere i dettami di legge continuando a gestire potere su potere, è capace anche di sconfessare se stesso. Ma in fondo per il Pd, le legge è uguale per tutti e per alcuni lo è di più.