Le verità che imbarazzano Pisapia

pisapia1Ieri sera a Ballarò ho scoperto che al sindaco di Milano Giuliano Pisapia suscita notevole imbarazzo il suo passato.

L’ho definito un appartenente al Partito comunista. Si è risentito, ha tentato di correggermi, chiedendo addirittura manforte al conduttore della trasmissione. Come se l’aver militato negli anni ’70 in Democrazia proletaria ed essere stato eletto per ben due volte nelle file di Rifondazione Comunista fosse qualcosa di diverso.

Pci o Rifondazione, poco importa. È solo una distinzione lessicale, la sostanza è sempre la stessa. Tranne, forse, per i fondi che il partito di Togliatti e Berlinguer ha ricevuto nel corso degli anni dall’Unione Sovietica. I valori di riferimento, la visione pedagogica della politica, il disprezzo per le libertà, il libero mercato e l’avversario politico sono i medesimi. Nulla è cambiato, nulla cambierà mai.

Pisapia non vuole più essere accostato al comunismo. Ha avviato un processo di rimozione della verità che lo porterà dritto dritto nelle braccia di Matteo Renzi. In fondo, l’obiettivo è proprio questo.