Riformare la giustizia non significa commettere reato di lesa maestà

montecitorio_aula_cameraLa decisione della Commissione Ue di aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia, per i limiti posti alla responsabilità civile dei giudici, evidenzia ancora di più l’urgenza di ripensare e riformare in chiave europea il nostro sistema giustizia.

Il Parlamento e il governo ritengano prioritaria questa necessità e riflettano sulla possibilità di istituire, dopo la sessione di bilancio, un’apposita finestra per dibattere e deliberare una riforma organica della giustizia, per farla realmente funzionare. I problemi sono noti, così come le possibili soluzioni. La politica compia un salto di qualità, abbandoni le remore e dimostri di non essere subalterna, per convenienza o paura, ad alcun altro potere.

In gioco c’è il futuro dell’Italia.

La competitività e lo sviluppo del nostro Paese sono messi in discussione anche dalla lentezza dei processi e dalla mancanza di certezza del diritto. Quante altre procedure d’infrazione dovremo subire prima che passi finalmente il principio che riformare la giustizia non significa commettere reato di lesa maestà?