Cara Luisella…

feriteamorte4“Cara Luisella,

mandami per favore i compiti per le vacanze che così li faccio in viaggio, sempre se posso, mi aspetto grandi cose giù nel Mali, te l’ho detto che ho una nonna che ancora non conosco? Non vedo l’ora di vedere il mio Paese, mia mamma è tutta eccitata perché i parenti hanno preparato una grande festa per me, la fanno sempre quando le bambine diventano signorine, è una tradizione, mi ha detto con orgoglio: “Stai per diventare una vera donna!”. Spero che ci siano anche i regali e sorprese, lo sai che adoro le sorprese. Appena arrivo a Bamako, così si chiama la mia città, ti scrivo e ti racconto bene, so che stanno organizzando tutto le zie e le donne di casa, ci sarà anche un piccolo rito solo per me, la mamma ha detto che non mi devo preoccupare, che lo fanno tutte le ragazze, giù da noi si usa così, mi ha detto che è solo un taglietto, dai non dare retta a chi le chiama mutilazioni genitali, se non lo fai non trovi marito e quindi cara mia poche storie, si deve fare, un attimo e passa la paura…

Tanto noi siamo ragazze coraggiose, ti ricordi quando eravamo da sole con il temporale quella sera che è andata via la luce? Mica abbiamo avuto paura, certo eravamo insieme e un po’ mi manchi, mi piacerebbe tanto che tu venissi a tenermi la mano, cara amica del cuore, ma ci vediamo a Roma i primi di settembre quando ricomincia la scuola e io sarò una donna vera! Ora ti lascio perché devo fare la valigia.

Ti voglio bene, tua Fatoumata.

P.S. Mi dispiace Luisella, non sono riuscita a spedire la lettera dall’aeroporto, pensavo di farlo appena arrivata a Bamako, ma non mi hanno dato un momento di tregua, pensavo di farlo dopo la cerimonia, ma qualcosa è andato storto durante la festa, la nonna non ha più la mano ferma quando taglia. Sono morta di emorragia mentre mi portavano all’ospedale. Ecco perché non ti è arrivata la lettera, ma spero che ti raggiunga da qui…

Giustificami tu con la prof, perché i compiti delle vacanze non ho fatto in tempo a farli. Ti voglio bene, tua Fatoumata.

 

P.S. del P.S. Ti voglio dire una cosa, non diventare mai una donna vera, è molto meglio rimanere bambine per sempre, ancora tvb, Fatoumata”.

Ho letto questo testo alla Camera dei deputati, in occasione di ‘Ferite a morte’, un progetto teatrale sul femminicidio scritto e diretto da Serena Dandini. Una antologia di monologhi sulla falsariga della famosa Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master costruita con la collaborazione di Maura Misiti, ricercatrice del CNR.

I testi attingono alla cronaca e alle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”.

Sul palco, allestito nella sala della Regina, hanno letto con me le parlamentari Valeria Fedeli, Nunzia de Girolamo, Paola Binetti,  Titti Di Salvo, Pia Elda Locatellli, Giorgia Meloni e Valeria Valente. Insieme a noi, Ambra Angiolini, Malika Ayane, Sonia Bergamasco, Geppi Cucciari, Angela Finocchiaro, Lunetta Savino.