Ecco i risultati delle cure da cavallo di Monti e Letta

bandiera ueDall’Europa l’ennesima doccia fredda. Con Croazia e Slovenia siamo stati ‘declassati’ per eccessivi squilibri macroeconomici. Eppure, ci avevano raccontato della fondamentale opera di risanamento avviata dal governo Monti e proseguita dall’esecutivo Letta. Qualcuno, dalle parti di Via XX Settembre, ha pure intravisto una debole luce in fondo al tunnel.

E invece nulla di tutto questo. Siamo, ancora una volta, sotto osservazione. L’ennesima procedura di infrazione contro di noi è dietro l’angolo. Il nostro debito pubblico, quel moloch che nessuno riesce a intaccare, desta “serie preoccupazioni”. Forse servirà una nuova manovra finanziaria, che di fatto significa ennesima erosione della ricchezza privata per far fronte alle inefficienze della sfera pubblica. C’è chi, addirittura, comincia a paventare la ‘necessità’ di una patrimoniale straordinaria.

Insomma, le cure da cavallo che gli ultimi due esecutivi hanno somministrato agli italiani non hanno prodotto gli effetti sperati. Anche perché il problema del debito pubblico è direttamente connesso alla crescita economica. Se i governi non investono sullo sviluppo, ovvero se non creano le condizioni affinché le imprese private ricomincino a creare lavoro e ricchezza e contestualmente operano un serio, convincente e ben strutturato taglio della spesa pubblica, nessun provvedimento di natura fiscale potrà mai risolvere la complicata situazione dei conti pubblici italiani.

Infine, una semplice considerazione: in un regime effettivamente democratico la tecnocrazia al potere non può sostituire la politica, perché l’atto della scelta – proprio di chi è stato chiamato a gestire la cosa pubblica dai cittadini attraverso libere e democratiche elezioni – è qualcosa di diverso, dalla competenza, requisito utile ma non sufficiente, visto che per sua natura non comporta alcuna assunzione di responsabilità di fronte agli elettori.