#Ancoraunavoltanonèlavoltabuona

palazzo-chigi#Ancoraunavoltanonèlavoltabuona. Ancora una volta le speranze di cambiamento dell’Italia sono ostaggio della sindrome da congresso permanente del Partito democratico. Una lotta fratricida tra chi è illuso di saper spingere il Paese in avanti e chi, invece, è animato da focosa vendetta.

Hanno sempre assunto un atteggiamento di superiorità, dicendo di sapere cos’è il giusto e credendo di avere le soluzioni, ma non hanno mai dimostrato di essere in grado di realizzarle.

Criticano gli altri definendoli figli di un dio minore, quello della leadership carismatica  e poi, per una surreale legge del contrappasso, si ritrovano a sopportare e dover supportare un sindaco che si è fatto Premier.

E gli italiani, ancora una volta, ad attendere con pazienza la svolta. La volta buona.

È bene essere chiari: Renzi non tiri a campare, non deluda le speranze, non stiracchi le riforme pur di mantenersi in sella ad un cavallo ormai azzoppato. Se non è in grado di andare avanti così come ha promesso ne tragga subito le conseguenze.

Un premier non eletto dai cittadini non può consentirsi di vivacchiare in attesa che sorga una nuova alba. O il Partito democratico parla con una voce sola oppure la parola passi agli italiani.