Renzi si unisca a noi contro la violenza sulle donne

infografica-stalking-dati-viminale-2014I dati del Viminale sullo stalking (meno quelli sui femminicidi) ci fanno tirare un sospiro di sollievo. Ma non basta. Anche solo una donna violentata, stalkizzata e ammazzata è una sconfitta per la società e per tutti noi.
Se da un lato bisogna alzare sempre più l’asticella per tutelare con maggiore forza le donne, dall’altro bisogna riconoscere che questi risultati sono il frutto di un lavoro durato 3 anni e mezzo. Dal 2008 al 2011 la battaglia contro la violenza sulle donne è stata prioritaria nell’agenda del Governo Berlusconi. Non lo diciamo per metterci una medaglia sul petto, ma perché prendere atto di cosa ha funzionato è il migliore modo per capire da dove ripartire per contrastare questi fenomeni.
Ad oggi, purtroppo, il Governo Renzi è totalmente assente sul fronte della sensibilizzazione, della comunicazione e della protezione delle vittime. Ed è un peccato perché l’Italia – sotto il profilo normativo – è uno dei Paesi più evoluti su questo fronte.
Sul fronte delle attività di sensibilizzazione e comunicazione è fondamentale che il Governo si impegni a far conoscere il più possibile quali strumenti e quali tutele esistono per le donne vittime di violenza.
E’ necessario riattivare subito campagne di sensibilizzazione che permettano alle vittime di sapere che lo Stato è con loro. La legge e gli strumenti di tutela sono fondamentali, ma servono a poco se poi i cittadini non sono in grado di farle valere.
Per quanto riguarda la protezione mi riferisco invece al Piano Nazionale Antiviolenza che finanzia i centri antiviolenza. Purtroppo il primo e ultimo Piano è stato quello varato dal Governo Berlusconi nel 2011 con uno stanziamento di 18 milioni di euro.
Ad oggi i centri antiviolenza – che sono un avamposto nella battaglia contro la violenza sulle donne – lamentano l’assoluta latitanza del Governo su questo tema. E serve a poco bearsi dei dati che migliorano se poi non si affrontano quelle che sono le questioni più urgenti.
Un governo di 8 donne è un segnale importante. Ma lì fuori ce ne sono altre 30 milioni di cui prendersi cura. Per questo con le colleghe Bergamini, Centemero e Prestigiacomo, abbiamo presentato una mozione al Governo in cui chiediamo che il Premier ceda la delega alle Pari Opportunità e nomini un ministro che se ne possa occupare a 360 gradi.
Noi, comunque, andiamo avanti. Continuiamo la nostra battaglia accanto alle vittime di violenza, alle operatrici dei centri antiviolenza, ai medici del pronto soccorso che leggono le vittime attraverso i loro lividi, agli insegnati che sensibilizzano i loro alunni su questi temi, e alle Forze dell’Ordine che svolgono un lavoro straordinario. Noi andiamo avanti, speriamo che Renzi voglia unirsi a noi.