Noi puntiamo su Stefano Caldoro

fonderia delle idee

Doveva essere la grande occasione per rilanciare un partito diviso, invece, la Fonderia delle Idee, non ha fatto altro che mettere in luce tutte le contraddizioni e le divisioni del Pd campano. Lettiani, renziani, socialisti, de luchiani, ex vendoliani, tutti uniti nell’incapacità di trovare una sintesi. Chi giocava in casa, Pina Picierno, si è ritrovata di fatto a doversi scontrare con l’unico vero candidato uscito fuori dalla kermesse democratica: Vincenzo De Luca. Che, parole della Picierno, “pensa solo al suo tornaconto”.

Il bilancio della Fonderia è evidentemente quello di un insuccesso, soprattutto se si considera che l’evento non ha rispettato le attese della vigilia. Il centrosinistra, infatti, non ha saputo darsi né una candidatura forte da contrapporre a quella di Caldoro, ma nemmeno una squadra. Anzi. L’evento di consacrazione del nuovo establishment renziano ha visto di fatto emergere le sole candidature di chi, forse, non incarnava al meglio lo spirito dell’evento stesso: la lettiana Angelica Saggese e il sindaco di Salerno.

Caldoro, viceversa, ha dimostrato di aver consolidato negli anni del suo mandato un consenso trasversale, in grado di oltrepassare i confini del centrodestra. Così chi fino a ieri sembrava pronto a usare la Fonderia come trampolino di lancio per una candidatura alla Regione, oggi, anche in considerazione degli scenari politici che apre la vicenda De Magistris preferisce restare in attesa. Vuoi perché il Pd, e chi deciderà di candidarsi, sa già che quella che con Caldoro non sarà una sfida facile; vuoi perché perdere una competizione elettorale dopo il 40,8% di Renzi alle europee è un rischio che nel Partito Democratico nessuno vuole assumersi.

Se la sfida del centrosinistra parte azzoppata, quella del centrodestra non va sottovalutata. Per proseguire nell’azione di buon governo portata avanti da Caldoro e prepararsi ad essere un’alternativa forte e credibile alle prossime amministrative sarà necessario non tanto trovare una quadra sulle alleanze (in tal senso c’è sempre stata apertura), quanto compattezza sulla visione di insieme. Ncd, ad esempio, dovrebbe chiarire in quale area politica intende collocarsi: se quella dei renziani con cui governa o quella del centrodestra.

La sfida del centrodestra in Campania è dunque quella di valorizzare una leadership regionale forte e coesa, presentandosi ai prossimi appuntamenti elettorali forti della nostra esperienza e uniti nella visione di chi ha già dimostrato e vuole continuare a dimostrare che la Campania può e deve tornare ad essere protagonista di un straordinario cambiamento.

@mara_carfagna