Per un dibattito politico più civile su unioni civili e cittadinanza

Con Salvini sono d’accordo su quali siano le priorità del Paese, ma con un Parlamento composto da quasi 1000 deputati e senatori non dovrebbe essere un problema occuparsi contemporaneamente di politica economica così come anche di diritti. Forza Italia non si è mai detta favorevole ai matrimoni gay, alle adozioni, o all’immigrazione clandestina che il nostro governo ha contrastato con fermezza e che oggi contrasterebbe sicuramente meglio di quello attuale. I temi di cui invece si discute sono una legge sulle Unioni Civili e sulla Cittadinanza.

Sul primo punto siamo convinti che sarebbe un grossolano errore lasciare che a regolamentare doveri e diritti delle coppie di fatto sia qualche sentenza creativa, piuttosto che qualche circolare ministeriale. Come Salvini sa, essere per le unioni civili non vuol dire essere favorevoli ai matrimoni gay, ma al contrario vuol dire voler colmare un vuoto giuridico che non lasci spazio alla giurisprudenza creativa. Regolamentare questi fenomeni ormai radicati nella società è un dovere della politica che non può fingere che non esistano soltanto per racimolare qualche voto in più, né può rifiutarsi di riconoscere diritti e tutele a chi oggi non ne possiede.

Lo stesso vale per la discussione sulla legge sulla cittadinanza. Noi, come gli amici della Lega, crediamo che il contrasto all’immigrazione clandestina debba essere in cima alle priorità del Governo. Tutt’altra questione invece riguarda il dibattito su come debba avvenire l’acquisizione della cittadinanza da parte degli stranieri che vivono regolarmente in Italia. Credere che la cittadinanza debba essere una conquista successiva ad un percorso di identificazione con la cultura del nostro paese vuol dire ribaltare un approccio politico fondato sulla paura a favore di una visione fondata sul coraggio. Visto che sono convinta che anche Matteo Salvini reputi che la cittadinanza vada guadagnata, mi auspico che anche il suo partito possa dare un contributo costruttivo ad una proposta di centrodestra volta a costruire una società fondata sull’integrazione. Di questo parliamo, non di altro. E visto che si tratta di temi che hanno a che fare con i diritti e le libertà degli individui, sarebbe meglio abbandonare ogni approccio strumentale, superficiale ed ideologico. Ne guadagnerebbe il dibattito politico in civiltà e, cosa non meno importante, l’unità del centrodestra correrebbe meno rischi.