Il mio intervento alla Camera sulla politica estera italiana – VIDEO

Lo scenario internazionale che si presenta ai nostri occhi è di rara complessità e di rara drammaticità.  Crisi gravissime mettono a rischio la vita e la libertà di popoli e Stati a noi prossimi, e possono sconvolgere anche il destino del nostro Paese.  In questo panorama è ovvio che la politica estera Italiana  acquisti una dimensione che sovrasta tutti i temi pur importanti che passano da quest’aula.  La risposta della Camera dovrebbe essere allora coesa, dovrebbe trascendere le rispettive posizioni di maggioranza e opposizione, perché l’interesse nazionale, la sicurezza del nostro popolo, e il ruolo dell’Italia nel mondo, richiedono in tempi difficili una reale concordia e una reale unità nazionale.

Questo è stato l’atteggiamento con cui abbiamo preparato e affrontato l’ordine del giorno di oggi: cercare punti di intesa, trovare soluzioni comuni.  Ancora una volta però non abbiamo riscontrato analogo atteggiamento da parte della maggioranza di Governo che si è presentata di nuovo con il solito “prendere o lasciare” in perfetto stile Renziano! Così come in perfetto stile Renziano è stato l’intervento del Ministro, di una retorica vuota che non è degna della Politica estera di un Paese con la nostra storia e la nostra tradizione.  Peccato che la politica estera richiederebbe ben altro stile e ben altra credibilità  Perché in ballo c’è il prestigio dell’Italia nel Mondo, il ruolo che giochiamo nello scacchiere internazionale, la sicurezza del nostro Paese e la sicurezza e il rispetto che si deve a quei militari che, in nome e per conto dell’Italia, sono impegnati in aree di crisi portando in alto la bandiera e l’orgoglio del nostro Paese nel mondo!  E allora, non possiamo esimerci dall’esprimere un giudizio netto sulla politica estera del governo Renzi. In particolare ci sono due immagini recenti che offrono la raffigurazione plastica del nostro Governo nella sua proiezione internazionale.

1) il tavolo per la pace in Ucraina a Minsk, Bielorussia. Dove erano sono Putin e Poroshenko, Merkel e Hollande. L’Italia era assente. Era assente l’Europa,  nonostante ci sia un Alto Rappresentante italiano per la Politica Estera e la Sicurezza. Renzi ci aveva raccontato che la nomina della Mogherini sarebbe servita a far contare di più l’Italia in Europa e di più l’Europa nel mondo. Peccato che appare sempre di più per quel che è: l’ennesima scelta di privilegiare l’apparenza sulla sostanza in funzione della propaganda interna.

2) La seconda immagine riguarda il nostro Ministro degli Esteri che pochi giorni fa ha dichiarato guerra attraverso i giornali. Per poi essere smentito dal sottosegretario con delega all’intelligence Minniti e dallo stesso Premier.  Vi sembra normale che apprendiamo da un giornale che ci prepariamo ad andare in guerra, arrivando addirittura a quantificare il numero di soldati pronti per l’operazione militare?  Dal Ministro degli Esteri ci aspettiamo più serietà, più rigore, più conoscenza delle situazioni che è chiamato ad affrontare.

Questa è la politica estera italiana.  Lo dico con grande rammarico e con grande preoccupazione.  E’ la politica estera di un governo inesistente nei luoghi decisionali e quando c’è, al di là degli artifici retorici del suo Presidente del Consiglio, dimostra la sua inadeguatezza.  Come è accaduto durante la presidenza italiana del semestre europeo che è stata una grande occasione sprecata.

Sulla Palestina mi limito a sottolineare quella che a nostro avviso è l’inopportunità di un’iniziativa unilaterale del Parlamento italiano.  E l’opportunità non sta nell’auspicare la nascita di uno Stato palestinese ma nel voler ignorare che una parte dei territori palestinesi è sotto il controllo di Hamas, un’organizzazione terroristica che predica la distruzione dello Stato di Israele, lo sterminio degli ebrei, e che ha minacciato l’Italia nel caso in cui avesse deciso di contrastare il terrorismo internazionale. Allora lo dico con serenità ai colleghi del Pd: non si può essere ambigui su questa situazione, c’è bisogno di scegliere da che parte stare.  O dalla parte di Hamas o dalla parte di Israele: noi abbiamo scelto di stare dalla parte di Israele.  Per non parlare dell’incapacità di arrivare a una rapida e definitiva soluzione della vicenda dei due Marò.

“Faremo semplicemente di tutto” aveva detto Renzi un anno fa. Peccato che quel tutto per noi, per il nostro Paese, soprattutto per i due Marò e per le loro famiglie  non è stato abbastanza.  Nonostante tutto questo noi ci siamo. Siamo pronti a fare la nostra parte. Come ha dimostrato Silvio Berlusconi pochi giorni fa, quando si è dimostrato disponibile a sopportare con il governo il peso di responsabilità difficili pur stando all’opposizione e al di là del voto di questa mattina.  Non saremo noi a dividere l’Italia in ore difficili, non sia il Governo a dividere il Paese in questo momento drammatico. Dimostri il governo di essere all’altezza del suo ruolo.  Cambi rotta, lo faccia davvero lo faccia adesso. Accetti per esempio la nostra proposta di istituire un tavolo di consultazione permanente attraverso il coinvolgimento di tutte le forze politiche che siedono in questo parlamento. Coinvolga le opposizioni, le informi, le consulti. Chieda loro corresponsabilità per affrontare situazioni di emergenza. Sarebbe il primo passo per una politica estera all’altezza del nostro paese. Questo non è il momento della ricerca di un pallido convergere su un minimo sindacale. La drammaticità dei tempi esige la ricerca di scelte coraggiose. Esige la ricerca di un massimo comune moltiplicatore per questo ribadiamo i contenuti della nostra risoluzione e diciamo no alla mancanza di coraggio e all’acqua tiepida della maggioranza.