Donne, Lettera aperta a Laura Boldrini: il linguaggio è importante, ma le priorità sono altre

Cara presidente*,

La ringrazio per la lettera che ha voluto inviare a me, ai colleghi ed alle colleghe per sensibilizzarci all’uso di un “linguaggio adeguato” che rispetti “l’identità di genere” di ciascuno dentro l’Aula. Approfitto della Sua comunicazione – che fa riferimento al dettato costituzionale, al principio di non discriminazione e di tutela della dignità della persona – per sensibilizzarLa a mia volta sulla situazione certamente drammatica nella quale si trovano molte donne che tutti i giorni vivono e lavorano fuori dalle Aule parlamentari.

Come Ella certamente saprà, soltanto qualche giorno fa la Camera dei deputati ha scongiurato in extremis la chiusura di un centro all’avanguardia nell’accoglienza di minori abusati e vittima di violenza, altri centri sono a rischio ed è cominciato lo smantellamento di alcuni istituti e case-rifugio per donne costrette ad abbandonare le loro case; sono conseguenze di scelte – ad avviso mio e del mio partito sbagliate – fatte dall’esecutivo in carica, che non ha mai voluto nominare un ministro – o ministra – per le Pari Opportunità.

Le sarei dunque molto grata se volesse utilizzare le Sue possibilità di moral suasion per sensibilizzare i colleghi della maggioranza e dell’opposizione anche ad occuparsi di quelle che sono le vere emergenze del Paese e, di conseguenza, delle donne, tra le quali certamente non si può contemplare l’uso degli articoli e dei termini maschili o femminili per appellare “i deputati” o “le deputate”, “il ministro” o “la ministro”. Peraltro – se mi consente un parere personale – non ho mai ritenuto offensivo né disdicevole essere chiamata “il ministro” o “il deputato”.

La politica resta – per me, almeno – la forma più straordinaria di impegno civile e, per questa ragione, ritengo che prima di discutere e confrontarsi su come ci si debba chiamare dentro al Parlamento, tutti si abbia l’obbligo di affrontare e risolvere i problemi degli italiani, con spirito unitario.

*Risposta alla lettera della presidente della Camera, Laura Boldrini