Non possiamo lasciare che si esauriscano i fondi per l’autoimpiego al Sud

In questo periodo di crisi economica è importante offrire delle chance per lo sviluppo. In questo senso va inquadrata la mia proposta per il rifinanziamento dei fondi sull’autoimpiego al Sud.

Si tratta di una misura importante, che si è rivelata molto utile per permettere ai giovani e alle donne di aprire piccole attività imprenditoriali: nello specifico, il decreto legislativo 21aprile2000, n. 185 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 156 del 6 luglio 2000, in attuazione dell’articolo 45, comma 1 della legge 17 maggio 1999, n. 144 ha previsto incentivi per l’autoimprenditorialità e l’autoimpiego, al fine di favorire l’ampliamento della base produttiva e occupazionale nonché lo sviluppo di una nuova imprenditorialità nelle aree economicamente svantaggiate del Paese,  e costituisce il principale strumento di sostegno alla realizzazione e all’avvio di piccole attività imprenditoriali da parte di disoccupati o persone in cerca di prima occupazione, perlopiù giovani e donne.

Per una misura che risale al 2000, il riscontro è stato altissimo grazie alla concessione di agevolazioni finanziarie (contributo a fondo perduto e mutuo a tasso agevolato) e di servizi di assistenza tecnica per tre tipologie di iniziative: lavoro autonomo, microimpresa, franchising. Sono nate, così, oltre 180mila aziende con effetti enormi sull’occupazione senza contare gli enormi benefici nell’indotto.

Se ci fossero dubbi sulla capillarità e l’efficacia di questa misura basta osservare un dato: non c’è un solo comune del sud Italia da cui non risulti pervenuta almeno una domanda, con effetti enormi sull’occupazione senza contare gli enormi benefici nell’indotto.

I fondi dovrebbero, però, esaurirsi nel mese di aprile, e la misura, dopo anni, dovrebbe cessare.  Gli effetti, come prevedibile, saranno devastanti per l’economia del Meridione e lasceranno i giovani che hanno iniziativa e idee senza alcuno strumento finanziario utile con il quale supportarle e svilupparle.

Non possiamo dire addio a questa risorsa importante che ha permesso fino ad oggi di fare impresa e di far nascere nuove start up. E’ necessario, quindi, intervenire al più presto per regolare questa situazione di incertezza e non lasciar scivolare preziose opportunità per rilanciare davvero l’impresa nel nostro paese.